DOROHEDORO
(2020)
(serie d'animazione)

Regia di: Yuichiro Hayashi
Sceneggiatura di: Kyu Hayashida, Hiroshi Seko
Manga originale di: Q Hayashida

Produzione: Mappa
Animazioni: Mappa
Edizione Italiana: Netflix
Episodi: 12 da 24' - 1 stagione

USCITA ITALIANA: 28 MAGGIO 2020

Il mangaka Hayashida e lo studio d'animazione Mappa ci portano all'interno di un mondo fatto in pari quantità di magia e violenza, con strani personaggi e pochi ma sinceri sentimenti. Una commedia d'azione che strizza l'occhio agli amanti del genere.

Protagonista della storia è Cayman, uno strano umano con la testa di rettile che non ha alcuna memoria di quale stregone l'ha trasformato ne il motivo. Insieme alla sua amica Nikaido, proprietaria anche di un ristorante, danno la caccia agli stregoni che arrivano nel mondo abitato dagli umani per provare la loro magia e soggiogare proprio questi ultimi, cercando nel contempo informazioni sullo stregone che ha trasformato Cayman. Strane forze si muovono nell'ombra, ognuna con un proprio obbiettivo e ognuna con il loro particolare potere magico.

Lo studio Mappa prende in mano questo interessante progetto originale che vuole allontanarsi da ogni storia fantastica scritta in passato. Pochi ma semplici elementi, come l'estrema violenza e le scene splatter, risaltano tanto da portare quasi in secondo piano magia e ironia, altri generi alla base del miscuglio alchemico che compone la storia. La stessa costruzione porta a rimanere un po disorientati, senza alcuna presentazione iniziale e catapultando lo spettatore all'interno dell'azione già dai primi minuti. Solo dopo alcuni episodi il mondo di Dorohedoro comincerà ad essere più comprensibile, presentando anche i vari protagonisti.

L'approccio stilistico imposto dai produttori per rappresentare questa storia è innovativo. Invece delle più classiche animazioni bidimensionali, lo studio Mappa propone una grande quantità di Computer Grafica sia per gli ambienti che per i personaggi, con un effetto finale opportunamente filtrato che può stranire nei primi episodi, ma a cui ci si abitua molto velocemente. Il risultato da la possibilità al regista di creare ampi movimenti di camera a supporto delle numerose scene d'azione, uno dei perni di tutta la produzione. Anche i colori giocano un ruolo importante, atti a sottolineare le realtà dei singoli mondi, da toni chiari o cupi fino a momenti di pura psichedelia (come la sigla iniziale ricorda).

Una colonna sonora principalmente rock/punk completa tutto il progetto, le cui scelte (grafiche, di scrittura e non solo) portano ad allontanare nettamente il pubblico più giovane per concentrare l'attenzione sul solo pubblico adulto. I personaggi sono ben delineati e quelli femminili spesso con generosi forme. La stesura risulta ben congeniata, pronta a distillare i segreti che si celano dietro tutta la storia in ogni episodio (con tanto di riassunto su quello che si è imparato dopo ogni sigla finale). La prima stagione riprende fedelmente i primi 7 volumi del manga, fino al capitolo 41, con un finale ben lontano da svelare tutti i segreti con soli 12 episodi, atti principalmente a simpatizzare con i principali personaggi e le loro personalità (semplici o estremamente bizzarre che siano).






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