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L'ERA
GLACIALE 2: IL DISGELO
(Ice Age 2: The Meltdown - 2006)
(lungometraggio
d'animazione)
Regia di: Carlos Saldanha
Sceneggiatura di: Peter Gaulke, Jim Hecht e Gerry Swallow
Prodotto da: Lori Forte
Produzione: 20th Century Fox, Blue Sky Studios e Fox Animation
Studios
Realizzazione: Blu Sky Studios
Edizione Italiana: 20th Century Fox Italia
USCITA
ITALIANA: 21 Aprile 2006
La
storia nasce semplice: un noto studio newyorkese specializzato
nella realizzazione di spot per brand noti in tutto il mondo
ma con un art director (e fondatore) appassionato di animazione.
La realizzazione di un corto ("Bunny" - 1998) premio oscar
nel 1998. L'arrivo del partner perfetto, la 20th Century Fox.
La collaborazione prima agli effetti digitali del lungometraggio
"Titan A.E." (2000) e la nascita del primo lungometraggio
poi ("L'era Glaciale" - 2002), la cui discutibile realizzazione
è pienamente surclassata da una storia e da una caratterizzazione
dei personaggi degni dei 380 milioni di dollari incassati
in tutto il mondo: una filosofia che molti studios non hanno
ancora ben afferrato. Quattro anni dopo arriva il seguito
"The Meltdown - Il disgelo" e ritroviamo Carlos Saldanha ma
non Chris Wedge alla regia con l'intero cast di doppiatori
più alcune new entry.
La
storia comincia dove il primo capitolo finiva: il culmine
dell'era glaciale. Tutti gli animali si godono quel paradiso
di prati, vegetazione, geyser trovati negli ultimi posti rimasti
al di là della coltre ghiacciata, ma niente dura per sempre.
Saranno proprio l'inedito e male assortito trio di eroi quale
Manfred (mammouth), Sid (bradipo) e Diego (tigre dai denti
a sciabola) ad aver l'arduo compito di informare tutti gli
animali dell'inedito scioglimento dei ghiacci che provocherà
una pericolosissima alluvione. Ma il nuovo viaggio vedrà la
comparsa anche di nuovi personaggi, di peso come un mammouth
femmina che creerà non pochi problemi al solitario Manfred
e nuovi e schizzinosi amici quali due opossum dispettosi ma
spassosissimi. Omni presente il piccolo scoiattolo Scrat,
sempre doppiato da Chris Wedge, già protagonista di cortometraggi
a lui dedicati, apripista e chiusura del primo film e riconfermato
anche per questo capitolo, sempre con ghianda e disavventure
a seguito.
Il
film è un vero e proprio sequel non soltanto perchè la storia
si ricollega direttamente al primo lungometraggio, ma perchè
la macchina produttiva ha effettuato scelte pescando direttamente
dai punti cardini che hanno decretato il successo de "L'era
Glaciale". Dunque premiati la storia e la caratterizzazione
dei personaggi, con le loro gags che si ritrovano in questo
sequel e vengono ulteriormente "amplificate" dall'entrata
in scena di nuovi e spiritosi personaggi, coadiuvati da altrettanti
caratteristiche voci. Anche la regia butta un occhio al primo
lungometraggio, cercando di mantenere quello stile pulito
nelle immagini che lo ha caratterizzato. Ecco dunque promosso
a primo regista quel Carlos Saldanha co-regista del primo
film, che adesso ha il gravoso compito di continuare l'opera
del capo Wedge e mantenere intatto lo stile visivo che contraddistingue
le opere Blue Sky. Da non dimenticare la retro guardia, coloro
che coprono le spalle, l'esperienza in campo di produzione
e cinema animato quale il reparto animazione della Fox, che
magari non avrà le menzioni nei titoli di testa, ma i cui
appunti e consigli risultano sempre preziosi alla realizzazione
di un blockbuster.
Iniziando
proprio dai titoli dunque confermata una regia pulita e con
inquadrature praticamente perfette, per meglio esaltare ogni
scena e personaggi presenti in essa. Saldhana si diverte a
far scorrere su carrelli (virtuali) la camera e ad osare con
stile handycam per delle scene da otto volante, fino ad arrivare
alle inquadrature fisse dov'è richiesta maggiore attenzione
per le battute. Anche il copione è scritto veramente
bene. Momenti di azione sono sapientemente alternati a quelli
di calma e il tutto è sempre infarcito di battute ben
studiate, adatte a far ridere spettatori di ogni età.
La storia ha poi dei "sotto racconti" come quello
di Manfred ect. . La testa del gruppo è certamente
il fondatore di questo branco male assortito, ovvero il bradipo
Sid. Ogni volta che apre bocca o aziona un muscolo c'è
da scommettere che è in arrivo un momento esilarante.
Ottimi anche i nuovi arrivi. Il gruppo composto dai due opossum
e dal mammouth femmina si integrano bene nel gruppo e portano
anche ottimi momenti esilaranti. Ma a farla da padrona, proprio
come nel primo capitolo, è certamente la mimica dei
personaggi, sempre più punto di forza degli studios
newyorkesi rispetto anche a colossi come Pixar e DreamWorks.
I personaggi esprimono tantissimo anche con poche battute
e in testa a tutti troneggia sempre Scrat, il geniale scoiattolo
creato e doppiato dal gran capo Chris Wedge. Pensate anche
che i volti "cattivi" del lungometraggio non parlano
affatto.
Per
quanto riguarda il lato visivo, solo dopo aver assistito alla
proiezione del lungometraggio si intuisce lo sforzo di realizzazione
valso 80 milioni di dollari (il budget!). Questo nuovo capitolo
vuole essere un vero e proprio atto di forza degli studios
nella corsa alle migliori produzioni CGI. Si è subito
ovviato a quelle "pecche" del primo "L'Era
Glaciale", ovvero maggior dettaglio e complessità
nel texturing, e sforzi di programmazione veramente notevoli.
I modelli risultano molto dettagliati e animati in maniera
convincente. Ad assicurare un maggior realismo poi si è
fatto massiccio uso di fur-script, simulazioni di peluria
in quasi tutti i personaggi presenti sullo schermo, implementato
sempre in maniera differente (per lunghezza, densità
e numerosi altri fattori) a secondo dell'animale in cui risiedeva.
Ma il vero e proprio punto di forza dell'intero "spettacolo
visivo" ha sicuramente come protagonista l'acqua, in
tutte le sue forme. Dalle pozze smosse da una foglia all'apoteosi
(harakiri per i programmatori degli effetti visuali) quali
le scene dell'inodazione che avrà fatto uscire gli
occhi dalle orbite agli addetti del settore e non solo. Lo
studio dei fluidi ha richiesto notevoli sforzi e tempo per
la sua realizzazione ma l'effetto finale è semplicemente
magnifico: non uno spruzzo risulta fuori posto. Chiudono la
galleria degli effetti simulazioni di fumo, anche misto ad
acqua per i geyser, vegetazione e fuoco, sempre di ottimo
livello. Il lavoro finale (rendering) è stato svolto
dall'ultima versione di CGI Studio, di proprietà Blue
Sky, ormai arrivato ad ottimi livelli.
La
parola d'ordine per lo studio Blue Sky, nella realizzazione
di questo lungometraggio, è sicuramente quella di ribadire
le qualità realizzative dei propri mezzi e delle proprie menti
rispetto al lavoro fatto sul primo "L'era Glaciale", criticato
dai colleghi per la qualità delle immagini quando Pixar e
DreamWorks negli stessi anni se la davano a suon di tecnologia
da far impallidire. Ma certamente questo alla Blue Sky non
lo ammetteranno mai. Per questo nuovo capitolo sono scese
in campo tecnologie che lo studios non ha avuto modo di impiegare
nel mondo di ferro e plastica di "Robots" (2005) e che dunque
sono state riprese e migliorare per il ritorno nell'era glaciale
dello studios.
Il lungometraggio è all'altezza del suo predecessore,
anche se qualcuno potrà storcere il naso per la presenza
di poche novità. Ma si tratta pur sempre di un seguito
e dunque quello di buono che era stato fatto risulta semplicemente
trasportato in questo nuovo capitolo. I punti di forza sono
rappresentati dai principali personaggi come Sid e Manny (cui
è dato maggior risalto nel copione), mentre le interruzioni
del piccolo Scrat sono vere chicche sempre più attese
dagli spettatori. La storia è concepita con un crescendo
di emozioni sempre maggiore ma lasciando sempre più
spazio ai singoli personaggi e alle proprie storie (solo Sid,
la tigre, risulta un po più trascurata in questo capitolo).
I momenti spassosi sono numerosissimi e i doppiatori italiani
da oscar. Il lungometraggio scorre liscio fino alle battute
finali e al classico e atteso happy ending. Veramente godibile
ad ogni età.
In
patria il lungometraggio è arrivato oltre i 200 milioni
di dollari al solo botteghino nei primi mesi di lancio, mentre
nel nostro paese ha superato i 18 milioni di euro. La Fox
ha portato in Italia il lungometraggio poco dopo l'uscita
in patria (31 marzo) e la Fox Italia, intelligentemente, ha
mantenuto lo stesso cast di voci già presenti nel primo film.
Ritroveremo dunque Claudio Bisio (Sid), Leo Gullotta (Manfred)
e Pino Insegno (Diego) che in quest'episodio porta dietro
ai microfoni anche la moglie Roberta Lanfranchi (Ellie, il
mammouth femmina doppiato in lingua originale da Queen Latifah).
Presenti anche Lee Ryan e Francesco Pezzulli a doppiare i
due opossum. Dal 21 aprile 2006 in tutti i cinema.
Il sito web offre, come sempre, tanto, da immagini, clip video,
giochi e il solito Scat: www.iceagemovie.com
Lo stesso vale per la controparte tradotta nella nostra lingua:
microsites2.foxinternational.com/it/eraglaciale2
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