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UN OCCHIO
AL NUOVO ANNO TARGATO DYNIT
"..In
occasione delle prossime festività usciranno dalla loro torre d'avorio
.." mi annunciava in una mail Massimo Gaiba, responsabile dell'ufficio
stampa Dynit, parlando dei dirigenti della casa editrice e produttrice
bolognese.
Cogliendo al volo l'offerta ne ho approfittatto per porre qualche domanda
sulle produzioni Dynit per il nuovo anno, su lungometraggi e serie tv,
sulla loro esperienza nel settore e qualche altra curiosità.
Ecco a voi di seguito, dunque, le domane e le rispettive risposte di
Carlo Cavazzoni, Simona Stanzani e Anna Marani,
proprio dalle stanze più alte della Dynamic Italia.
AnimeIta:
Passione e Lavoro: come siete arrivati nel mondo dell'animazione e dei
fumetti?
Carlo
(in foto): Ovviamente partendo dalla passione per il cinema d'animazione.
Fin da piccolo "consumavo" tonnellate di cartoni animati al giorno e
diventava sempre più un'impresa staccarmi dal televisore. Crescendo
ci fu un lungo periodo in cui mi allontanai da questo interesse, per
poi riavvicinarmi quando avevo circa 20 anni. Ho lavorato per molti
anni per il distributore della Dynamic Italia, la Terminal Video, periodo
nel quale ho maturato una profonda conoscenza del mercato degli Anime
in Italia, per poi passare dalla distribuzione alla produzione con Dynit.
Simona: Io non ho praticamente mai smesso di leggere, guardare,
sognare, scrivere, disegnare, e progettare. Ho iniziato alle elementari,
continuato con qualche corso di fumetto, di giapponese, un Master in
Design della Comunicazione a Londra, ed eccomi qui. Nel mondo del manga/anime
italiano ho iniziato come scrittrice/giornalista e traduttrice di manga,
un lavoro che sto continuando tuttora (per Dynit traduco Le Situazioni
di Lui & Lei e aiuto Anna a supervisionare i testi delle altre produzioni)
e, dopo un periodo londinese come Web Designer, sono passata alla progettazione
di DVD e supervisione alla post-produzione e al doppiaggio, cardini
della mia attuale professione. Praticamente la mia sviscerata passione
per i cartoni animati e fumetti giapponesi non ha mai visto un giorno
di calo, in... ehm... tutti questi anni (che non vi sto a specificare
quanti siano!). :>
Anna: Molti anni fa, stanca dei soliti, noiosissimi lavori d'ufficio,
sostenni un colloquio presso una casa editrice bolognese. Attaccato
alla porta d'ingresso con un paio di ventose, c'era un pipistrello di
peluche a testa in giù... pensai che quella gente fosse abbastanza 'fuori'
da piacermi, ed evidentemente il sentimento fu reciproco, perché entrai
alla Granata Press, la prima casa editrice italiana a occuparsi di manga.
AnimeIta:
In oriente vengono realizzate tantissime nuove produzioni ogni anno
e solo poche di queste hanno la fortuna di arrivare in italia (grazie
principalmente al lavoro di persone come voi), ma alcune di ottima fattura
arrivano in ritando (di anni) o addirittura non arrivano affatto, come
mai?
Carlo: I mercati sono diversi; come probabilmente
sapete, alla "domanda" corrisponde "un'offerta": maggiore è la domanda,
maggiore sarà l'offerta. In Italia il mercato degli anime è considerato
"di nicchia", cioè per pochi appassionati, a differenza di quello giapponese
nel quale, per diversi motivi, gli Anime sono ritenuti un "patrimonio
nazionale". Il nostro lavoro consiste comunque nel cercare di ampliarlo
(Anime Cult, la nostra testata mensile in edicola, ne è un esempio),
offrendo nuove produzioni selezionate tra le tantissime proposte che
il mercato degli Anime giapponesi può offrire.
Simona
(in foto): Purtroppo gli alti costi o restrizioni di carattere contrattuale
impediscono a certi prodotti di arrivare in Italia. Il Giappone è un
mercato enorme e, forte di questo, chi detiene i diritti di determinate
opere ha anche determinate pretese, dato il prestigio dei propri prodotti.
Purtroppo un mercato di nicchia come quello italiano, che è fondamentalmente
un paese con pochi abitanti, e ancora meno acquirenti, non fa che impallidire
davanti alle cifre che possono permettersi di sborsare, per esempio,
grandi case americane che, non solo hanno costi di produzione ridotti,
ma anche rientri spaventosamente più sostanziosi. È quindi chiaro che
per un Licensor Giapponese il mercato italiano non sia poi tanto importante,
essendo così ristretto, e che quindi non si faranno molti sforzi per
far sì che il proprio prodotto venga pubblicato in Italia. Le trattative
contrattuali sono processi lunghi e impegnativi, e non è sempre facile
entrare subito in contatto con l'agente giusto, ecc. Inoltre gli alti
costi di traduzione, adattamento e doppiaggio vanno a unirsi a quelli
contrattuali, quindi spesso i prodotti non arrivano in Italia perché
è effettivamente difficile far tornare i conti. In altri casi, invece,
vi sono lungaggini burocratiche o cavilli che ostacolano o impediscono
l'acquisto dei diritti. Insomma, i motivi possono essere diversi, ma
non si tratta mai di mancanza di volontà da parte delle case di produzione,
almeno per quanto riguarda la mia esperienza personale.
Anna: Tanto per cominciare, in Italia il cartone animato e il
fumetto - a parte qualche rara eccezione - sono ancora considerati prodotti
per bambini, e il target cui vengono destinati è infatti piuttosto infantile.
Questo spiega le censure e lo stravolgimento degli adattamenti, che
mirano a rendere decisamente più soft anime e manga che in Giappone
non sono concepiti per i bambini. C'è anche da dire che in Giappone
non esiste la tendenza, tutta occidentale, a proteggere i più piccoli
da concetti come la morte e la violenza, che quindi vengono illustrati
senza problemi, facendo parte a tutti gli effetti della vita reale.
Credo che molte validissime produzioni non approdino in Italia perché
ritenute inadatte al pubblico a cui si ritiene di dover destinare i
cartoni. Questo vale soprattutto per le televisioni. Il mercato home
video, fortunatamente, consente di spaziare un po' di più. C'è però
da aggiungere che lavorare con il Giappone non è facile, perché ci sono
produzioni di successo molto costose, e non sempre un piccolo editore
può permettersele... Il fattore concorrenza, poi, fa sì che talvolta
si scatenino trattative capaci di durare per anni...
AnimeIta:
Serie TV e Lungometraggi: molto spesso i distributori italiani preferiscono
più le prime ai secondi. Come mai i lungometraggi trovano così poco
spazio in Italia?
Carlo: Il motivo è di natura commerciale: gli Anime nascono soprattutto
come prodotto seriale televisivo, se poi hanno successo viene prodotto
il film per il mercato cinematografico, e solo successivamente, avviene
il passaggio TV. Inoltre il budget che deve essere stanziato per un
film, in proporzione, è molto più alto rispetto ad una serie, questo
fa salire ulteriormente il prezzo dei diritti. Per il mercato dell'Home
Video il discorso invece è praticamente l'opposto: la lunghezza di una
serie o la quantità di dvd da collezionare per portarla a termine, spesso
ne determinano negativamente la vendibilità, al contrario di un film,
che, essendo unico e autoconclusivo, viene acquistato più facilmente.
In ogni caso direi che sul fronte film siamo tra i più attivi: solo
nel 2004 abbiamo prodotto in dvd ben 12 film d'animazione.
Simona:
In termini di puro e molto poco poetico marketing: perché costano di
più e durano di meno. In termini culturali, perché in Italia manca la
cultura del film di animazione. Anzi, mi spingerei a dichiarare che
manchi addirittura la cultura del cartone animato, nel senso strettamente
giapponese del termine. È strano che, dopo 30 anni di cartoni animati
giapponesi, le televisioni non abbiano ancora idea di che razza di prodotto
si tratti e, appunto, di come trattarlo. Secondo la mia personalissima
opinione (tengo a precisare che NON parlo a nome dell'azienda per cui
lavoro), in Italia siamo soffocati da un'anti-cultura perbenistica che
non aspetta altro che gridare: "Al lupo!" e censurare il prossimo programma
o "bruciare" la prossima "strega". Insomma, gli ultimi 500 anni non
sono serviti a niente...
Anna
(in foto): Per il mercato dell'home video funziona diversamente:
specialmente se sono ispirati a personaggi già noti, quindi una sorta
di 'special', i lungometraggi vendono mediamente meglio delle serie
televisive. Per una televisione, tuttavia, immagino che, quanto ad audience,
una serie di successo rappresenti una costante. Curioso come per i manga
valga la regola inversa: le miniserie sono meno richieste rispetto alle
produzioni lunghe, forse perché si ritiene di non potersi immedesimare
nei personaggi, avendo a disposizione solo pochi volumi. In realtà,
però, le serie brevi sviluppano la trama mantenendo un ritmo più serrato,
quindi possono risultare molto più coinvolgenti di quanto si possa immaginare.
Se qualcuno ha letto Love+Dessin sa di cosa sto parlando...
AnimeIta:
Progetti futuri targati Dynit: tra i maggiori acquisti che verranno
la luce il prossimo anno (o prossimamente), potete anticiparci qualche
titolo , tra i migliori, che vedranno la luce in italia sotto etichetta
Dynit?
Carlo: Mi occuperò dell'edizione dvd di Nadesico The Movie, Groizer
X, Inuyasha III serie, Inuyasha The Movie II e III, Il Fantastico Mondo
Di Paul, Tekkaman, Kyashan e molti altri.. (ma non voglio dirli tutti..).
Simona: Per quanto riguarda le serie delle quali mi occuperò
personalmente, stiamo già lavorando alla seconda serie OAV di Fushigi
Yugi, alla quale seguirà, sempre per restare in tema, la fantastica
Ayashi no Ceres (non vedo l'ora!!). Proseguono imperterrite le avventure
di Ranma 1/2 con la seconda serie (ne avrò per millenni, ma non posso
lamentarmi! Adoro Rumiko Takahashi). Inoltre il 2005 vedrà il ritorno
del bel tenebroso Ruroni Kenshin in due struggenti serie OAV, e ultimo
ma non ultimo, Soul Taker verso l'autunno. Inoltre, durante l'anno è
molto probabile che arrivino altre novità non ancora annunciate.
Anna: Per quanto riguarda i fumetti, espanderemo senz'altro i
nostri confini editoriali alla Korea. Si ha la tendenza a considerare
il manwha, cioè il fumetto coreano, come una specie di sottoprodotto
del manga. Sbagliato, perché ci sono produzioni bellissime che meritano
senz'alto l'attenzione degli appassionati. La scuola di fumetto coreana
è abbastanza giovane, ma sta facendo dei passi da gigante... Cominceremo
con un gran bel titolo 'per ragazze', Pretty, di Ha e Shihyeon: la storia
è molto frizzante, il disegno pulito ma dal tratto deciso, con fondali
estremamente curati. Decisamente un buon fumetto, molto molto piacevole,
che aprirà le frontiere a una cultura ancora abbastanza sconosciuta
in Italia, vicina a quella giapponese ma al contempo diversa e altrettanto
variegata.
AnimeIta:
Cosa ne pensate dei nuovi anime, i cui diritti non sono stati ancora
acquistati per l'Italia, proposti da AnimeIta (in particolare di AppleSeed
(2004), Wondeful Days, Millennium Actress e GITS2: Innocence)?
Carlo: Sono particolarmente affascinato da Appleseed, che mi
ha colpito per la tecnica di animazione rivoluzionaria. In questo caso
infatti, si è utilizzato il digitale per ricreare un tipo di disegno
tradizionale. Il risultato è il calore dei disegni classici, animati
con il dinamismo che solo la computer graphic può dare. Eccezionale...
Simona: Appleseed è sempre stata tra le opere del grande Genio
Masamune Shirow che preferisco. Il film l'ho trovato veramente bello,
anche se (non ditelo a nessuno!!!!) non sono una fan del 3D e dei disegni
filo-videogioco, questo titolo mi ha colpito molto.
Anna: Che con Appleseed in particolare, per quanto mi riguarda
sfondate una porta aperta...
AnimeIta:
La vostra opinione sulla BuenaVista e sui diritti che detiene sulle
opere di Miyazaki che non hanno ancora visto la luce in Italia (Nausicaa,
Totoro, PorcoRosso su tutti) neanche per il mercato home, dopo tutte
le insistenze del pubblico.
Carlo: Non ho abbastanza informazioni per dare dei giudizi, e,
anche se le avessi, eviterei di darne, non è mia abitudine giudicare
il lavoro degli altri senza viverlo in prima persona. Questo non toglie
che sono tra le persone che insistono...
Simona: Quando si parla di Major, non si sa mai cosa stia accadendo
veramente dietro il palcoscenico. È probabile che anche loro abbiano
restrizioni contrattuali, e che si tratti di una scelta forzata. Non
avendo nessun tipo d'informazione, non saprei che dire. Comunque, secondo
la mia esperienza personale, le cose non sono mai quello che sembrano;
regola applicabile soprattutto al mondo delle edizioni audiovisive...
;>
Anna: Quella editoriale è una realtà complessa. Credo che, nonostante
si tenda a credere il contrario, il mercato legato a manga e anime non
sia ancora abbastanza ampio da giustificare i costosissimi passaggi
cinematografici a livello nazionale. Che, però, garantirebbero una maggiore
richiesta di home video. Forse aspettano solo che i tempi maturino...
AnimeIta:
Domande personali: l'anime che più vi è piaciuto e a cui siete particolarmente
legati, e perchè.
Carlo: Gundam, la prima serie. È stata la serie che da bambino,
forse per la prima volta, mi ha fatto riflettere; e dopo più di vent'anni
è ancora in grado di insegnare tante cose...
Simona: Questa è una domanda terribile, per una persona che s'innamora
perdutamente di un personaggio animato nuovo, più o meno una volta al
mese (per fortuna, nella vita sono più costante, altrimenti sai che
disastro...). Adesso, per esempio, sono pazza per Sorata di "X"... ehm,
cioè, non era questa la domanda, vero? Avendo visto non so quante migliaia
di cartoni animati in vita mia, non posso fare altro che elencare le
serie alle quali sono legata maggiormente, dividendole per genere: una
storica, una umoristica, una spaziale, una sportiva. Lady Oscar (andai
a scuola con la fascia a lutto quando morì André, e in lutto stretto
una settimana quando morì Oscar! Ehm...), Lamù (avevo letto cos'era
su uno special sui manga pubblicato dalla rivista a fumetti Eureka!,
e collezionavo di tutto, grazie alle mie amiche di penna giapponesi...
quando lo vidi per la prima volta in TV, ero più estasiata di Bernadette
davanti alla Madonna!!!), La Regina dei Mille Anni (serie bistrattata
dalle TV, ma per me la migliore in assoluto, sia del Grande Dio Matsumoto
che di chiunque altro... Starzinger al secondo posto!) e Forza, Sugar!
(una delle serie più toccanti che abbia mai visto. La preferisco addirittura
a Rocky Joe, che era come un fratello per me!). Chiusa la parentesi
archeologica, per quanto invece riguarda le "nostre" serie, la cosa
si fa... ancora più difficile! Se manteniamo la divisione di prima,
direi: X! (lo so! Non è storica, ma è troppo bella!!!), GTO (il mio
primogenito in Dynit! Lo amo!), Cowboy Bebop (mi dispiace per Evangelion...
ma arriva secondo!), e visto che di serie sportive non ne abbiamo fatte
tante, per chiudere infilo un Trigun di traverso, perché è troppo bello
per lasciarlo fuori! (Insomma, ho barato... sorry!).
Anna: In passato, senz'altro Versailles no Bara, Lady Oscar.
Senza quest'anime avrei fatto una pessima, pessima figura all'interrogazione
sulla Rivoluzione Francese! Adesso a-do-ro SuperGals!, e parlo - naturalmente
- della versione non censurata. E' un anime che mi dà una carica pazzesca,
divertentissimo! Poi aver curato anche l'edizione italiana del manga,
scritto e disegnato dalla fantastica Mihona Fujii, non fa di me una
spettatrice del tutto imparziale, immagino, ma... guardatelo, è bellissimo!
Wow wow wow!!
AnimeIta: Infine, un giudizio su Animeita.net
Carlo: Il vostro sito è ben organizzato e mi sembrate estremamente
competenti. Continuate così! Abbiamo bisogno di voi!
Simona: Grazie di esistere! :>
Anna: Informativo, sufficientemente approfondito, graficamente
ben curato. E con questo, in tutto fanno dieci euro... ^_^
Vi ricordiamo che Dynamic Italia può essere raggiunta al sito
web: www.dynit.it
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