Focus
L'animazione in Italia
Ci troviamo in un paese in cui i prodotti animati sono etichettati "cartoni animati". Un paese che considera l'animazione alla stregua di prodotti per bambini.

Così può essere riassunta la situazione del mercato dei prodotti animati in Italia.

Con questa mentalità il settore ha poche speranze di vedere momenti migliori, speranze che spesso sono legate alla volontà di pochi produttori appassionati che riescono a portare nelle case di fans e non un numero esiguo di produzioni animate, serie tv o lungometraggi, un piccolo assaggio del grande paniere di prodotti che ogni anno vedono la luce in tutto il mondo, Giappone in testa. Le etichette sono veramente poche e i loro nomi sono pressocchè sconosciute al grande pubblico, cosa che certamente non aiuta il mercato.

Gli investimenti per portare un titolo dall'estero sono alti, tra diritti e doppiaggio, e i margini per delle campagne pubblicitarie sono ridotti. Le poche manifestazioni e le fiere di settore possono ovviare in una certa scala, ma riescono a raggiungere un numero sempre limitato di appassionati. Sulla rete poche decine di siti web, creati e gestiti da appassionati, fanno gratuitamente luce su questi prodotti e portano un po di pubblicità.

Neanche i grandi network televisivi aiutano il settore. Il numero complessivo dei prodotti animati che circolano su ogni singola rete pubblica o privata si possono contare sulle dita delle mani, con pochi acquisti annui e repliche a condire poche fasce generalmente mattutine e pomeridiane. L'unica emittente televisiva a nuotare contro corrente è la filiale italiane del network musicale MTV. Gli anime, i prodotti animati generalmente d'origine giapponese, sono presentati in fasce serali e notturne, permettendo così la trasmissione anche di prodotti indirizzati ad un pubblico più adulto dei classici prodotti animati acquistati da Rai e Mediaset.

Certo la volontà non manca. Basta ricordare gli esperimenti dell'inverno 2006 della rete Mediaset Italia1, con qualche produzione trasmessa anche in fascia notturna, ma mera apparizione velocemente scomparsa dai palinsesti.

Il pubblico giapponese è di pareri veramente differenti. Ma non dobbiamo andare molto lontani, stesso discorso infatti lo possiamo fare per il pubblico francese, molto vicino a quello orientale per passione verso il mondo animato. Il numero di prodotti di questo settore che ogni anno vengono presentati al pubblico di casa è molto alto, ma non scherzano neanche le produzioni di casa; magari i prodotti non saranno di altissimo livello ma i budget messi a disposizione, spesso in co-produzione con altri paesi europei, sono notevoli.

Questo rappresenta un altro punto dolente per il nostro paese: le produzioni nostrane. Di lungometraggi ormai non se ne vede la luce da tempo immemore. Quei pochi che negli anni sono stati presentati al grande pubblico hanno visto in gioco praticamente quasi tutti i piccoli studi d'animazione della penisola, per prodotti cui spesso gli incassi non sono neanche arrivati a coprire i budget; prodotti spesso anche di valore, per sceneggiatura e anche per animazioni. Le produzioni che maggiormente vedono la luce sono di solito seriali, a basso budget, indirizzate ad un pubblico di molto giovane e con tempi di realizzazione ridotti. Produzioni a livello televisivo che venono la luce, spesso, soltanto sui canali che li hanno commissionati.

Sono di questi ultimi anni gli accenni a qualche produzione di maggiore valore, con budget più sostanziosi e, cosa veramente importante, creata con un occhio rivolto ad un pubblico "internazionale", ciè vendibile e non rilegato soltanto al pubblico di casa. Esempi ne sono Winx il Film in uscita nel periodo natalizio (2007), che può contare sulle prevendite dei diritti di distribuzione in moltissimi paesi, paesi che hanno ampliamente apprezzato le serie animate delle fatine che hanno fatto la fortuna dello studio di Iginio Straffi (Rainbow); ma anche della co-produzione italo-spagnola (Lumiq-FilmaxAnimation) Donkey Xote in ritardo sull'uscita ma quasi in dirittura d'arrivo e Dear Anne, grande produzione di Dario Picciau, produzione anch'essa in ritardo di cui non si hanno notizie da quasi un anno.

Tralasciando le opinioni personali forse è meglio fornire qualche dato sugli incassi delle ultime produzioni italiane:

- La Gabbianella e il Gatto - Budget: 5 milioni di euro - Incasso in Italia: 6,33 milioni di euro
- Momo - Budget: 5 milioni di euro - Incasso in Italia: 740 mila euro
- L'Apetta Giulia e la Signora Vita - Budget: 5 milioni di euro - Incasso in Italia: 740 mila euro
- Aida degli Alberi - Budget: 6,7 milioni di euro - Incasso in Italia: 640 mila euro
- Totò Sapore - Budget: n.d. - Incasso in Italia: 530 mila euro
- Opopomoz - Budget: 6 milioni di euro - Incasso in Italia: 450 mila euro
- Johan Padan - Budget: 5,7 milioni di euro - Incasso in Italia: 260 mila euro
- La Freccia Azzurra - Budget: 2,5 milioni di euro - Incasso in Italia: 210 mila euro
- La Leggenda del Titanic - Budget: 4 milioni di euro - Incasso in Italia: 29 mila euro


[ Testo: Fra - Dati incassi: eMotion ]

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