CHAO
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(2025)
(lungometraggio d'animazione)
Regia di: Yasuhiro Aokio
Sceneggiatura di: Hanasaki Kino
Produttori: Eiko Tanaka
Produzione: Studio 4°C
Animazioni: Studio 4°C
Edizione Italiana: Dynit, Adler Entertainment
USCITA ITALIANA: 9 MARZO 2026
Il nuovo film dello Studio 4°C è una commedia fantasy romantica che ci porta in un mondo alternativo popolato insieme da creature terrestri ed acquatiche, con la regia affidata al veterano animatore Yasuhiro Aokio.
Ambientato in una moderna e coloratissima quanto caotica Shanghai, in un mondo in cui gli umani vivono insieme a tritoni e sirene, ChaO ci porta nella vita del giovane Stephan, impiegato di basso livello nella grande azienda di costruzioni navali del paese. Il ragazzo vuole trovare una soluzione alle pericolose eliche dei motori che ogni giorno feriscono le creature acquatiche. Un cambiamento complesso che non è sempre visto di buon occhio dai vertici dell'azienda. Ma l'incontro fortuito di Stephan con la Principessa sirena ChaO cambia le carte in tavola della vita del giovane, dell'azienda per cui lavora e anche di tutto il mondo, per le importanti quanto delicate relazioni tra le due specie. Ma la storia tra i due protagonisti è solo la punta dell'iceberg.
Il nuovo progetto che i noti studios d'animazione Giapponesi considerati spesso originali per stile e idee, ci porta in un mondo fantastico, con colori abbaglianti e un caos onnipresente. Una storia d'amore che il protagonista racconta con un lungo flashback ad un giovane cronista incontrato per caso. Una scrittura che all'inizio può sembrare caotica, con gli eventi principali della storia narrati molto velocemente nelle primissime scene, quasi scaricati in fretta, tutti insieme e senza pause davanti agli occhi dello spettatore, per poi rallentare i ritmi e riprendere una narrazione più digeribile, dando il tempo di assimilare tutte le parti della storia passata e presente. Una struttura narrativa ben concepita che spiazza lo spettatore che non ha idea di dove la storia voglia andare a parare e che scivola, infine, dolcemente verso il finale. Ed è proprio il curioso cronista a rappresentare lo spettatore che scopre la storia così come viene narrata.
Oltre le ovvie riflessioni legate alla compatibilità tra le due razze e la loro diversità culturale, se si osserva attentamente ogni scena, dal piccolo appartamento ricolmo di oggetti, alle gesta quotidiane del giovane protagonista, allo strano rapporto tra il suo amico inventore e la sua compagna, alle gesta della stessa Principessa sirena, in questo insieme trovano posto numerosissime comparse minori e altrettanti oggetti che prima o poi parteciperanno alla narrazione. Un gioco di stile, con la produzione che sembra divertirsi a comporre un grande puzzle, un caos che troverà il suo ordine in un modo o nell'altro. E lo stile imposto dal designer e capo animatore Hirokazu Kojima sembra incarnare bene lo spirito di questa produzione.
Si perchè il caos visivo accompagna ogni scena con i suoi colori, con stilose animazioni compiute o dai personaggi su scene fisse o dai movimenti di camera, veloci e con prospettive sempre differenti. Alcune scene illustrano grandi momenti di azione, altre di estasi, con l'acqua, per forza di cose, onnipresente e leggera, quasi impalpabile, dotata di vita propria, rappresentata in maniera da unica così da differenziarsi dagli statici fondali e da tutti gli oggetti in movimento su di essi. Il risultato finale riesce a soddisfare gli occhi di chi guarda condendo la storia in fondo semplice quanto stravagante.
Un buon lavoro con una prima parte lanciata a folle velocità in contro allo spettatore ma che aggiusta poi i ritmi e scorre bene fino in fondo. Una storia condita anche da piccoli messaggi rivolti alla politica, alle classi sociali, alla tolleranza e molto altro, trattati con leggerezza e senza mai calcare la mano. Le due parti in gioco rappresentano due culture diverse quanto uniche, e la storia d'amore tra i protagonisti può essere il primo passo non solo d'unione ma soprattutto di accettazione di quello che è definito diverso dalle rispettive parti rivolte all'altra.

