CYBERPUNK EDGERUNNERS

(2022)
(serie d'animazione)

Regia di: Hiroyuki Imaishi
Storia di: Bartosz Sztybor, Jan Bartkowicz, Lukasz Ludkowski
Sceneggiatura di: Masahiko Otsuka, Yoshiki Usa

Prodotto da: Bartosz Sztybor, Saya Elder, Satoru Homma
Produzione: CD Projekt RED, Netflix
Animazioni: Trigger
Edizione Italiana: Netflix Italia
Episodi: 10 da 26' - 1 stagione

USCITA ITALIANA: 13 SETTEMBRE 2022

Il videogioco "Cyberpunk 2077" nato negli studios di Varsavia di CD Projekt Red, ha una storia e un ambientazione che invogliano sviluppi seriali di ogni tipo. Meglio però se il vestito di questa serie viene imbastito come un anime Giapponese. Se poi nel progetto sono coinvolti gli studios Trigger il risultato sarà più che calzante.

L'ambientazione è quella di una futuristica società distopica invasa da corruzione, criminalità e impianti cibernetici. Il protagonista è un ragazzino di strada impulsivo ma talentuoso, che dopo aver perso la madre coinvolta accidentalmente in una sparatoria in strada, tutto il suo mondo crolla improvvisamente. Sconvolto, sceglie di abbandonare la scuola e diventando un edgerunner: un mercenario high-tech con il suo corpo umano migliorato da impianti di ogni tipo che si muove nel sotto-mondo del mercato nero noto anche come "cyberpunk". Qui conoscerà subito alcuni elementi che vivono già in questo mondo e verrà velocemente coinvolto in qualcosa di molto più grande di lui.

Con un ambientazione che definire distopica è molto riduttivo, la serie è dedicata ad un pubblico adulto e presenta dramma e azione molto frenetica, con la storia che parte col gas totalmente aperto e continua sempre con la stessa velocità - un unico e grande flusso che scorre lungo dieci episodi. Un flusso che coinvolge e sconvolge tutti i personaggi che tocca, iniziando dal protagonista la cui metamorfosi non è solo caratteriale, ma anche fisica. Elemento, quest'ultimo, imprescindibile di tutta la produzione, che dipinge un futuro poco ottimista, dove si vive letteralmente alla giornata, dove le corporazioni comandano la società, dove la vita umana perde qualunque importanza e la sua stessa durata è un fattore di poco conto.

Il progetto è affidato ad un regista che può riportare al meglio tutti gli elementi principali del videogioco, quel Hiroyuki Imaishi già al lavoro su titoli come Gurren Lagann, Kill la Kill e Promare. L'azione è al centro di quasi ogni parte della storia, con la camera che raramente rimane ferma, pronta a sottolineare ogni scena con movimenti di ogni tipo, rotazioni, rallentamenti, scatti e tagli velocissimi che sottolineano il mood di questo futuro distopico. A completare il quadro ci sono delle ottime animazioni e scelte cromatiche sempre in linea, in cui spesso si alternano sfondi bui con colori fluorescenti in un mix pronto a coinvolgere lo spettatore. Tratti spigolosi, fermi immagini tremanti di tavole a carboncino, elementi CG a tre dimensioni e un uso sempre più voluminoso di esplosioni splatter tra sangue, pelle e ossa completano il quadro.

Tutta questa velocità però penalizza il rapporto tra lo spettatore e i principali protagonisti. Non si riesce a scatenare l'empatia necessaria che alzerebbe notevolmente il livello del prodotto. Spesso invece ci si allontana da alcune scelte fatte dai personaggi ma dettate dalla sceneggiatura, i cui risultati sono pessimi e lampanti fin da subito. Ottimo invece la divisione praticamente in due dell'intera storia, in cui l'ultimo arrivato in un lampo si ritrova a capo di tutto il gruppo, illustrando la sua crescita personale, anche se ovviamente tutto in maniera molto (troppo) veloce per essere assimilata con razionalità.
Impossibile poi non dedicare due parole al compartimento sonoro. La scelta delle musiche è molto azzeccata e coinvolge artisti di caratura mondiale con cui si sottolinea il mood dell'intera produzione. Un occhio rivolto ai mercati esteri a differenza delle più classiche scelte nella produzione degli anime rilegate spesso ai confini nazionali.




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