HIGH SCHOOL OF THE DEAD
(2010)
(serie d'animazione)

Regia di: Tetsuro Araki
Scritto da: Tatsuya Takahashi, Yousuke Kuroda
Tratto da un manga di: Daisuke Sato, Shoji Sato

Prodotto da: Mitsutoshi Ogura
Produzione: AT-X, Geneon Universal Entertainment H.O.T.D Production Committee, Showgate
Animazioni: Madhouse
Edizione Italiana: Yamato Video
Episodi: 12 da 24' - 1 stagione

USCITA ITALIANA: 16 SETTEMBRE 2013

Ambiente scolastico, zombie, armi e curve femminili da capogiro. Cosa c'è di meglio per un otaku? L'autore Tatsuya Takahashi e l'illustratore Yousuke Kuroda danno vita ad una storia che miscela proprio questi elementi, portati in animazioni da Madhouse.

La storia prende il via nel 2010 a Tokyo, dove scoppia improvvisamente una pandemia che tramuta le persone in zombie capaci di infettare gli altri con un solo morso. Un gruppo di studenti capitanato da Takashi Komuro riesce a sopravvivere con le proprie forze al primo attacco e fugge alla ricerca di un riparo sicuro. Tra di loro ci sono diverse personalità, ognuna unica e differente, che finirà inevitabilmente con lo scontrarsi con le altre, ma, alla fine, vista la situazione, ognuno capirà che l'unione sarà l'unica soluzione per sopravvivere. Il loro viaggio per la città li porterà vicino ad altri gruppi, organizzati o meno, e anche alle istituzioni militari e politiche che devono fronteggiare la catastrofe.

L'intera produzione è dedicata principalmente ad un pubblico adulto, visti gli argomenti trattati, e questo riguarda principalmente i due grandi elementi della storia: la pandemia di zombie e i corpi femminili quasi sempre molto scoperti. Il primo è presente in chiave splatter e illustrato con ottime animazioni, spesso con l'utilizzo di computer grafica per cercare di spettacolarizzare ed enfatizzare ogni movimento di attacco e difesa contro gli zombie. I secondi invece sono sempre al centro dell'attenzione anche nei momenti più drammatici, spesso senza motivi molto logici, con inquadrature strette di parti del corpo femminile intervallate alle atrocità vissute dai protagonisti. Scelte poco sensate per un mix finale molto incerto. Il genere non sfocia quasi mai nella commedia, che avrebbe potuto giustificare alcune scelte, fermandosi sempre al dramma misto all'horror, per cui non si riesce facilmente ad capire la funzionalità dell'elemento sexy al limite del soft-porno.

La storia affronta anche serie argomentazioni riguardo la società e la sua gestione, con tutte le implicazioni che un evento del genere può generare, ma l'attenzione poi svia completamente da questo percorso circa a metà della serie e alla fine, mostrando solo corpi femminili con curve molto generose praticamente senza vesti, senza che la cosa abbia mai un senso riguardo la pandemia vissuta dai protagonisti.
La storia, è bene da specificare, è lontana dall'essere conclusa e la serie anime nei suoi pochi episodi si concentra principalmente nell'illustrazione della fuga dalla scuola verso una destinazione sicura dei personaggi e l'esplorazione superficiale delle principali personalità. La scomparsa nel 2017 dell'autore Daisuke Sato ha infatti interrotto la produzione rimasta, dunque, senza finale.





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