RED

(Turning Red - 2022)
(lungometraggio d'animazione)

Regia di: Domee Shi
Sceneggiatura di: Domee Shi, Julia Cho
Storia di: Domee Shi, Julia Cho, Sarah Streicher

Prodotto da: Lindsey Collins
Produzione: Pixar Animation Studios, Walt Disney Pictures
Animazioni: Pixar Animation Studios
Edizione Italiana: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia

USCITA ITALIANA: 11 MARZO 2022

L'autrice e regista del corto animato "Bào", vincitore del Premio Oscar, dirige il suo primo lungometraggio con una storia che si rifà alla sua infanzia, a quelle tradizioni della sua terra natia e come queste vengono viste da una cultura migliaia di chilometri distante.

Protagonista della storia è la giovane Mailin Lee, tredicenne con la famiglia di origine Cinese che vive a Toronto. Con l'ambientazione degli inizi degli anni 2000, quando la scena musicale mondiale era invasa dalle boy band, la giovane adolescente insieme alle sue amiche sono molti impegnate a scuola, cercando di eccellere in ogni materia e idolatrare nel contempo la loro band musicale preferita. Ma Mailin ha in più un'altra missione: compiacere la madre. Nella sua vita segue attentamente ogni suo consiglio, consapevole del rigore da lei imposto, ma all'oscuro delle tradizioni e dei misteri che lei nasconde. Tradizioni che si concretizzeranno però da li a pochi giorni, con cambiamenti che scombussoleranno per sempre la vita della ragazza e metteranno in pericolo i suoi programmi futuri. Solo l'aiuto delle sue più care amiche e dell'intera famiglia potrà scongiurare il peggio.

Un salto in una cultura millenaria, condita dai più classici elementi fantastici, ma con l'occhio all'interno di una famiglia tra i problemi di genitori e figli, così come in qualsiasi altra, sono gli spunti che la regista Domee Shi tratta nel suo primo lungometraggio. In particolare al centro della vicenda troviamo il rapporto tra madre e figlia, con tutto ciò che questo nasconde, ovvero quello che a sua volta ha avuto la madre con la sua di madre, enfatizzato da una leggenda che si tramanda da generazioni e che adesso è pronta a colpire l'ultima discendente. Un problema che si aggiunge a quelli che una giovane adolescente affronta in uno dei momenti più delicati della sua crescita, amplificati ancora di più dal carico non indifferente che l'origine della sua famiglia si porta dietro. Tutta una storia comunque esplorata in un breve periodo temporale, ma molto intenso, in cui tutti questi elementi si rovesciano sulle spalle della protagonista e compromettendo la sua routine giornaliera e i rapporti con le persone a lei più care.

L'elemento fantastico, centrale nell'ultima parte della storia, sembra comunque passare in secondo piano, come fosse un extra per catturare l'attenzione degli spettatori più giovani, mentre il racconto si focalizza sui cambiamenti (bestiali) della protagonista e sul rapporto con i genitori, con l'evidente differenza del background culturale delle due parti. Un importante fase di crescita personale già trattato da altri film Pixar (Inside Out, Ribelle) che ritorna con indosso panni più orientali. Un racconto autentico che si ispira direttamente alle esperienze dell'autrice e che l'ambientazione rende molto fruibile senza tante spiegazioni. Il messaggio infatti è molto chiaro e permette, fin dalle prime scene alla fascia d'età del pubblico a cui è maggiormente diretto, di empatizzare immediatamente con la protagonista.

In definitiva RED è un classico film Pixar, con giovani protagonisti e tutti i messaggi perbuonisti legati, in questo caso, all'importanza dell'amicizia e al rapporto con i propri genitori. L'ambientazione dei primi anni del nuovo millennio poi sembra più una connotazione nostalgica che altro, condito da un reparto musicale diretto dal giovane e bravissimo produttore Finneas e della sorella Billie Eilish. Gli studios sono maestri di storytelling e lo dimostrano anche con questo titolo, che presenta tempi perfetti e una struttura molto scorrevole. La direzione è molto lineare e non ci sono grandi scene di movimento e d'azione, con una breve eccezione per il finale, mentre il design dei personaggi conferma sempre di più lo stile molto tondeggiante imposto in tutte le ultime produzioni. Questo è, più che altro, un punto negativo, in quanto non ci sono dubbi sulla totale assenza, negli ultimi anni almeno, di quella sperimentazione a cui gli studios ci avevano abituato fin dai loro primi anni, e che era diventato un marchio distintivo. Essere poi rilegati alla sola distribuzione home, lontano dai grandi schermi delle sale cinematografiche, penalizza ancora di più questi titoli.




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