WALL-E (2008)
(lungometraggio d'animazione)

Regia di: Andrew Stanton
Sceneggiatura di: Andrew Stanton, Jim Reardon
Storia di: Andrew Stanton, Pete Docter

Prodotto da: Jim Morris
Produzione: Pixar Animation Studios, Walt Disney Pictures
Animazioni: Pixar Animation Studios

Edizione Italiana: Walt Disney Studios Motion Pictures Italia

USCITA ITALIANA: 17 OTTOBRE 2008

Uno dei (tanti) geni che si nascondono in casa Pixar è certamente Andrew Stanton, il papà di due piccole icone tanto care a bambini e non. La prima è già entrata nell'immaginario qualche anno fa, e parliamo del pesciolino Nemo, mentre l'altra lo diventerà dopo l'uscita di questo lungometraggio: Wall-E. La nuova creatura degli studios di proprietà di Steve "Apple" Jobs (e dal 2005 della Disney) strizza l'occhio a quel personaggio
del cinema che i più piccoli non ricorderanno: il robot N. 5 di "Corto Circuito" (1986). Ma la storia che quì si racconta è ambientata in un futuro prossimo che bacchetta la nostra e le prossime generazioni sui temi di consumismo e salvaguardia ambientale.

Wall-E, acronimo di Waste Allocated Load Lifter-Earth-class (sollevatore terrestre di mucchi di immondizia), è l'ultimo robot presente sulla terra che l'uomo ha dimenticato di spegnere quando ha lasciato il pianeta oltre 700 anni prima. Il nostro pianeta
è arrivato al collasso per inquinamento e sfruttamento delle risorse ambientali e l'unica decisione logica presa per la sopravvivenza della razza umana è stata quella di abbandonare il pianeta. Ma dopo tutto questo tempo il piccolo robot tenuto in vita dal sole è sempre al suo posto a compiere il lavoro per cui è stato creato. Questo fino all'arrivo sul pianeta del robot Eve, acronimo di Extraterrestial Vegetation Evaluator
(valutatore vegetale extraterrestre), sofisticatissima macchina cui Wall-E rimane affascinato tanto da seguirla nel viaggio di ritorno sulla navicella/colonia in cui vive/lavora il robot e il rimanente della razza umana, delle ultime generazioni nate e vissute lontano dalla terra. Le avventure che ne conseguiranno faranno luce su un futuro poco allettante ai nostri occhi.

Il lungometraggio è un capolavoro di costruzione in ogni particolare. La storia è molto pessimistica già dai primi scorci del pianeta cui si ci trova di fronte, con nessun entità biologica sullo schermo fino a metà del racconto. Ma l'unico protagonista, una macchina, supplisce a quest'assenza con una grande quantità di caratteristiche tipiche degli esseri umani tanto che è impossibile non provare tenerezza per lui. Stanton insieme a Jim Reardon partoriscono un copione perfetto cui pregi si ritrovano proprio nelle parole che mancano. Le battute così come i personaggi che comunicano a voce sono ridotti all'osso a fronte di quantità incalcolabili di mimica presente. A esempio è da citare la prima parte della storia, oltre mezz'ora di immagini senza una battuta, un chiaro omaggio al cinema di inizio secolo scorso ad oggi lontano da ogni produzione di questo settore.

La storia poi è divisa a metà anche nei tempi di svolgimento. La prima parte presenta lunghe scene prevalentemente lente, mentre la seconda si presenta, in un crescendo, molto più frenetica. Le macchine sono gli indiscussi protagonisti di questa storia mentre l'uomo viene visto solo come uno stanco e obeso "utente" buono solo a fare da monito agli spettatori (noi) di queste immagini. Il messaggio "allegato", ambientalista e non solo, è esplicito fin nelle prime scene e viene rimarcato ad ogni occasione facendo da sfondo naturale alle avventure di Wall-E e Eve. La regia infatti passa continuamente dalle inquadrature strette e veloci rivolte ai protagonisti e alle loro azioni, a grandi e lente panoramiche sull'ambiente in cui questi si muovono, ambienti di grandissime dimensioni che costituiscono una delle caratteristiche di questo titolo.

Il grande lavoro infatti svolto dai maghi della Pixar non è stato molto concentrato sui protagonisti, rispetto ovviamente alle precedenti produzioni cui si è cercato di curare al massimo chi stava maggiormente al centro dello schermo. Con Wall-E gli artisti hanno avuto a che fare con delle macchine relativamente semplici da realizzare (Eve soprattutto) e che non hanno richiesto il tempo di modellazione e animazione di un modello organico. Il grande lavoro è stato invece svolto nella modellazione degli ambienti, da quello terrestre ridotto ad una grande discarica alla grande nave spaziale dove vive l'ultima colonia umana, la cui grandezza e profondità di dettaglio è altissima e la cui vista suscita stupore così come disgusto, obbiettivo voluto dai realizzatori e pienamente raggiunto.

Questo titolo, nono di una lunga e ininterrotta serie di capolavori nati negli studios californiani, segna uno dei passi (forse) più importanti della Pixar, unico per maturità. Il titolo è un capolavoro assoluto che ha raccolto consensi e premi in tutti i continenti e acclamato da molti (critici in testa) come il migliore titolo dell'anno. La storia è diretta ad ogni genere di pubblico, di ogni età, riuscendo ad appassionare e divertire i più piccoli e far sorridere e riflettere i più grandi. E' un affresco pessimistico che molti possono definire anche realistico, rivolto ad un futuro prossimo; una storia di umanità con una quantità di sentimenti che neanche si contano, ma raccontati da macchine costituite da ferro, plastica e chip di silicone; una storia in cui l'uomo è la causa primaria ma anche una speranza per un nuovo inizio.

Tra le curiosità possiamo ricordare che quasi tutti i robot (oltre ai suoni robotici della pellicola) portano la voce, opportunamente filtrata, del grande Ben Burtt, ingegnere del suono classe 1948 vincitore di 2 Oscar e numerosi altri premi per tutta
la saga di Star Wars, Indiana Jones, Willow e molte altre celebri pellicole. Il piccolo protagonista porta poi numerosi suoni del mondo Apple come quello di pronta ricarica delle sue celle energetiche e, curiosità, ogni sera guarda un film su un iPod. Wall-E è anche la prima pellicola made in Pixar ad utilizzare riprese dal vero integrate alle scene. Ultima curiosità riguarda l'ultimo detrito che Wall-E incontra lasciando
la terra a bordo della navicella di Eve, ovvero il satellite russo Sputnik I, il primo oggetto creato dall'uomo posto in orbita intorno alla terra nel 1957.

La pellicola è uscita in patria il 27 Giugno 2008 mentre arriva nei cinema italiani il 17 Ottobre sotto etichetta Walt Disney Studios Motion Pictures Italia. Ad aprire la proiezione troviamo, classico ormai nei progetti Pixar, un cortometraggio animato riproposto poi tra gli extra dell'edizione home video. Quest'anno tocca a "Presto" mentre un altro intitolato "Burn-E" sarà esclusivo di DVD e soci. Il costo di realizzazione del progetto è stato di circa 180 milioni di dollari, uno dei maggiori budget mai investiti nel settore, ad oggi ripagato con oltre mezzo miliardo di dollari incassati nei boxoffice di tutto il mondo. Il lungometraggio è stato celebrato come miglior opera cinematografica del 2008 in numerosissimi festival in tutto il mondo e si è portato a casa l'Oscar come miglior lungometraggio d'animazione dell'anno.





OPINIONE
NICK:

22/10/2008 | Commento di Daniel Cleaver
Capolavoro, senza se e senza ma. Un'opera che entrerà nella storia del cinema.
27/3/2009 | Commento di Darkangel ITA
Non per tutti. Non per bambini piccoli (ma anche a loro piacerà pur non capendo tutti i riferimenti). Bello, emozionante, coraggioso per la prima metà del film non parlato, accusatorio (sulla spazzatura che produciamo e non smaltiamo sia terrestre che spaziale, sul fatto che facciamo sempre meno attività fisica e mangiamo troppo ingrassando, sopprattutto gli americani)... Fantastico quando il comandante si è alzato in piedi facendo i primi passi con sotto la musica di Odissea nello Spazio! Forse, unica cosa stonata, sono gli eccessivi sentimenti di Wall-E (anche di Eve) nati senza spiegazione (tecnicamente parlando, in un semplice robot della spazzatura, senza una IA progettata appositamente, non possono certo nascere sentimenti) Per il resto, da vedere e rivedere!
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