DOV E IL MIO CORPO
(J'ai Perdu Mon Corps - 2019)
(lungometraggio d'animazione)

Regia di: Jérémy Clapin
Storia di: Guillaume Laurant
Sceneggiatura: Guillaume Laurant, Jérémy Clapin

Prodotto da: Marc Du Pontavice
Produzione: Xilam, Auvergne Rhône-Alpes Cinéma, SofiTVciné 6, Indéfilms 7, La Région Île-de-France, Région Réunion, CNC; ANGOA
Animazioni: Xilam Animation
Edizione Italiana: Netflix

USCITA ITALIANA: 29 NOVEMBRE 2019

Gli studios francesi Xilam propongono un lungometraggio che omaggia le più classiche tecniche di animazione a mano libera, con una storia originale ed intensa, diretta ad un pubblico principalmente adulto.

Protagonista della storia è un giovane ragazzo divenuto orfano a causa di un incidente automobilistico che è costato la vita di entrambi i suoi genitori. La sua esistenza è limitata al suo lavoro di fattorino e un minuscolo spazio di una stanza che condivide con il cugino. Quasi perennemente svogliato, le sue giornate passano tra le disavventure in motorino intento a consegnare pizze e i ricordi dei suoi genitori. Un giorno, un incontro fortuito con una ragazza conosciuta ad un citofono di un palazzo durante una consegna, lo porteranno a cambiare lavoro e a subite un brutto incidente che lo porterà a perdere una mano. Arto che poi tenterà con ogni mezzo di tornare dal proprio corpo.

Un esperimento molto interessante, con una realizzazione di buon livello e una narrazione su più livelli è la sintesi di questo film, che fa più uso di mimica che di dialoghi, cosa che ne aumenta ancora di più il valore. Il suo autore cerca di guidare gli spettatori attraverso il lungo viaggio che la mano intraprende per ritornare dal suo corpo, ma anche e soprattutto nello stesso tempo, di descrivere tutte le emozioni che questo arto ha vissuto dall'infanzia e le scelte compiute dal ragazzo che lo hanno portato all'incidente. Una lezione di regia.

Tempi ben calibrati e un'ottima caratterizzazione dei (pochi) personaggi sono solo la ciliegina sulla torta. Lo spettatore è portato ad avere da subito più empatia con la mano e la sua volontà di ritornare a casa che con le scelte del ragazzo e la sua visione quasi sempre pessimistica della vita. Contrasti che si misceleranno alle vedute sub-urbane della città, piena di contraddizioni e a tratti opprimente, la cui unica via di fuga sembra essere solo l'isolamento e il cielo aperto visibile solo dal tetto di un alto palazzo.

Sul lato visivo invece gli ottimi disegni e le splendide scelte cromatiche non sono sempre supportati da buone intercalazioni, spesso mancanti, che influiscono pesantemente sulla fluidità di alcune scene, mentre altre ne risentono di meno. Risultati probabilmente da imputare al budget, ma che avrebbero potuto innalzare di più il punteggio finale. Per i temi trattati, la platea di pubblico a cui la visione è consigliata include solo giovani ed adulti, anche se non ci sono testi espliciti o immagini cruente.






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