I SIMPSON - LA SERIE
(The Simpsons - 1989)
(serie d'animazione)

Regia di: Mark Kirkland, Steven Dean Moore, Jim Reardon e numerosi altri registi
Sceneggiatura di: James L. Brooks, Matt Groening e Sam Simon e numerosi altri sceneggiatori
Creato da: Matt Groening

Prodotto da: James L. Brooks, Matt Groening e Sam Simon e numerosi altri produttori
Produzione: Gracie Films, 20th Century Fox e Film Roman
Animazioni: Gracie Films e Film Roman
Episodi: 636 da 24' - 30 stagioni (in corso)

Edizione Italiana: Mediaset

Da manga ad anime, da fumetto ad animazione ma anche da striscia comica a serie d'animazione di livello mondiale e con oltre 20 stagioni all'attivo; di passaggi tra un media e un altro se ne contano veramente tanti, ma quello che da "Life in Hell" porta alla nascita de "I Simpson" è uno dei più importanti e anche più redditizi. La mente che si cela dietro questa produzione è Matt Groening, quello che tutti conoscono come il papà dei personaggi dalla pelle gialla. La famiglia che ideò come prima prova animata della sua striscia ai dirigenti della Fox prese il nome de "I Simpson" e i singoli nomi, per la fretta, li prese direttamente dai nomi dei suoi familiari. Dopo oltre vent'anni, centinaia di episodi, speciali e un lungometraggio, ci si ritrova con un universo di immagini, personaggi e idee ben definito, per molti versi unico e fissato nella mente di più di una generazione; un universo il cui merchandising vale miliardi di dollari.

La storia che si cela dietro un così alto numero di episodi è molto varia. De "I Simpson" sono stati illustrati veramente tutti i particolari. Gli episodi hanno esplorato ogni caratteristica di ogni personaggio, dai principali, la famiglia capitanata da Homer e Marge, ai numerosi comprimari fino all'ultimo degli abitanti di Springfield. Le storie hanno affrontato numerosissimi argomenti, dalla politica all'economia, allo spettacolo, ai temi sociali e molto altro e attraversato ogni epoca storica, tramite racconti, ricostruzioni o pseudo-flashback. Tutto il mondo visto dietro numerosissime location ma anche l'apporto di un grande numero di personaggi (reali in forma animata) del mondo della politica, della tv, della musica, dello spettacolo hanno fatto la loro apparizione, anche solo come comparsa, all'interno dello show, allargando la platea veramente a ogni tipo di pubblico possibile.

Il punto di forza dell'intera produzione è sicuramente il linguaggio con cui vengono affrontati gli argomenti. La schiettezza così come la dialettica utilizzata rompe gli schemi di ogni produzione del settore animato prima concepita. La semplicità con cui gli argomenti, anche i più spinosi o complicati, vengono affrontati è disarmante. Ciò che ne risulta è un umorismo che ormai ha fatto scuola, semplice, lineare e capace di colpire anche oltre i confini della patria. Ma dietro ogni singolo episodio, ricordiamo sempre fine a se stesso (eccezione fatta per alcune storie lunghe dislocate su due episodi) ma con una linea temporale ben recisa (i personaggi scomparsi non ritornano e vengono fissati solo gli eventi più importanti), c'è una costruzione molto intelligente. I 24 minuti circa di ogni storia iniziano con un evento in particolare, di solito un preludio alla storia centrale dell'episodio. La sitcom, questa la categoria a cui appartiene, è sempre incentrata sul genere commedia, ma molti episodi sviluppano (e illustrano) anche piccoli drammi che hanno dato un certo peso alla serie; piccoli elementi che hanno reso "più umani" i personaggi e fissato per bene volti e caratteri nella mente degli spettatori.

I creatori e gli sceneggiatori studiano per bene anche le caratteristiche che rendono speciali ogni personaggio. A partire da Homer, ogni abitante della piccola, media (altro elemento che non è mai stato chiarito!) cittadina di Springfield ha uno o più caratteristiche che lo contraddistinguono. Dai tic alle paure ma anche ai modi di esprimersi, ogni particolarità viene rimarcata. Grazie al gran numero di episodi a disposizione ogni tratto distintivo viene esasperato a mania e oggi ogni nome è diventato un sinonimo (o almeno i principali), tra gli esempi troviamo Bart, l'eterno mascalzone, Lisa, intelligente e secchiona, Marge, paladina del giusto e anche Montgomery Burns, considerato tra i personaggi più cattivi e cinici del mondo dello spettacolo dalle più grandi riviste pubblicate al mondo. Ma il più straordinario e importante per peso è sicuramente Homer, la figura intorno a cui ruotano la maggior parte degli episodi. Il padre e marito di casa Simpson incarna il cittadino medio (secondo il suo creatore). Un uomo sulla quarantina con un basso livello d'istruzione e un lavoro poco gratificante.

Certo il ritratto fatto da Groening non è cambiato in 20 anni (nel serial), mentre ad oggi andrebbe un po rivisto (forse), ma il ritratto base ne fa l'uomo adatto per l'effetto "Forrest Gump". Homer Simpson incontra veramente i migliori uomini e donne dell'ambiente della politica, spettacolo, musica, scienza e non solo. Homer non sfoggia neanche una forma fisica invidiabile e oltretutto và nello spazio, fa amicizia e litiga con numerosi presidenti ed ex presidenti americani, visita numerosi luoghi in tutta la terra, scherza con la morte e con il re delle tenebre (che incontra veramente), il suo "D'oh!" è entrato nell'Oxford English Dictionary e molto altro ancora.
Ma oltre i personaggi e le storie, l'autore si diverte a nascondere messaggi di ogni tipo e di ogni argomento in ogni frame e espressione; piccoli messaggi (quasi) sempre diretti al mondo politico o economico statunitense. Ad oggi "I Simpson" rappresentano la più lunga sitcom e la serie animata realizzata negli States.

Il disegno e le animazioni sono un altro punto cardine della produzione. Dalle prime serie alle ultime sono cambiate molte cose. Le prime animazioni erano molto approssimative e poco fluide, rispetto a quelle delle ultime stagioni, ma lo stile utilizzato, i bordi neri, le tinte piatte e le palette di colori sgargianti, non è cambiato e, tutt'oggi, rappresenta uno dei marchi di fabbrica. Certo anche il budget negli anni è cambiato e ha migliorato il risultato finale, cifra che oggi raggiunge i centinaia di migliaia di dollari per episodio, uno dei più alti budget per il settore. Le animazioni sono quasi sempre molto semplici, con pochi movimenti di camera e molte scene con scenari fissi in cui si muovono i personaggi. Anche un altro elemento classico delle sitcom è stato utilizzato: le ambientazioni con viste fisse. Il soggiorno e la cucina di casa Simpson così come il bar e l'ufficio: tutto viene inquadrato su un massimo di due lati (spesso uno solamente), proprio come nelle sitcom live-action (con personaggi dal vivo), in cui le location vengono ricostruite soltanto parzialmente nei teatri o studios televisivi.

Il risultato della serie è testimoniato dalla sua longevità, dagli stati in cui viene trasmessa e dalle lingue in cui viene tradotta, dal numero infinito di repliche che vengono costantemente riproposte, per finire ai numerosissimi gadget e merchandising che ancona vengono prodotti. Un alto numero di episodi e tante storie che hanno affrontato ogni argomento e su ogni genere, con una fine cui Matt lavora da anni e che a promesso non tarderà ad arrivare, prima o dopo un secondo lungometraggio.
Ultime parole vanno certamente spese all'egregio e importantissimo lavoro svolto dai doppiatori. Sia quelli della serie originale che la controparte italiana sono state costanti negli anni e, quest'ultima, rappresenta il punto di congiunzione tra la serie originale e la versione italiana. La direzione del doppiaggio e la voce di Homer Simpson sono del grande Tonino Accolla, senza dubbio uno dei migliori caratteristi del nostro paese che il settore ha.

Il primo episodio è stato trasmesso il 17 Dicembre 1989 sul canale televisivo della Fox, negli States. In Italia la serie è stata trasmessa principalmente nelle reti Mediaset, inizialmente Canale5, il 1° Ottobre 1991 e tutt'oggi Italia1, ma dal 2003 le trasmissioni sono cominciate anche sul canale satellitare Fox in cui è possibile rivedere numerosissimi episodi ad ogni ora del giorno.




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