JIN-ROH - Uomini e Lupi
(Jin-Rò - 1999)
(lungometraggio d'animazione)

Regia di: Hiroyuki Okiura
Sceneggiatura di: Mamoru Oshii

Produttori: Tsutomu Sugita, Hidekazu Terakawa
Produzione: Bandai Visual, Production I.G
Realizzazione: Production I.G

EDIZIONE ITALIANA: Yamato Video

A circa 4 anni dall'uscita in patria (e in vari festival del mondo), anche il pubblico italiano può godersi una delle più belle opere animate del sol levante degli ultimi anni. In testa a tutti troviamo (certamente) il nome più importante, quel Mamoru Oshii già autore e regista di alcuni tra i migliori anime mai prodotti da sempre (Patlabor, Ghost in the Shell, Lamù:Beautiful Dreamer, per citarne alcuni). Gli studios Production I.G affidano la regia ad un suo pupillo, quel Okiura assistente alla regista di Oshii in "Ghost in the Shell" (1995). Le premesse per parlare di questa grande produzione dovrebbero essere tante, ma poche parole potrebbero ben descrivere quest'opera, poche sarebbero all'altezza dell'intensità che questa porta sullo schermo. Chiudendo gli occhi si potrebbe pensare ad un film con attori in carne ed ossa; un action-movie con un cast
stellare, un regista attento, uno sceneggiatore con diversi oscar alle spalle e uno script originale e funzionante. In poche parole: un progetto molto raro a vedersi nel cinema occidentale.

Alla fine della seconda guerra mondiale molte nazioni si ritrovarono ad occuparsi di massicce ri-sistemazioni interne, e non solo a livello politico. In Giappone le forze tedesche mantengono ancora molti avamposti e a Tokyo si decide di creare un corpo di polizia urbana extra all'esercito e alla polizia giapponese. Questo corpo gode di un autonomia militare maggiore rispetto agli altri due e serve da 'cuscino' contro le cellule di ribelli sempre in disaccordo con il governo locale. Queste cellule agiscono con azioni pesanti, a base di esplosivo e attacchi mirati, utilizzando anche donne e bambini come 'agenti' chiamati "cappuccetti rossi". Un evento distrugge psicologicamente l'agente della polizia speciale Kazuki Fuse: la morte davanti ai suoi occhi di una giovane terrorista. L'idea di molti alti papaveri politici di smantellare questa forza (la DIME) adesso trova un appiglio, e in Fuse, un mezzo per attuare questo smantellamento. Ma si mormora anche dell'esistenza di un gruppo parallelo a questa forza, un gruppo di uomini chiamati Jin-Roh, uomini-lupo, un gruppo autonomo di contro-spionaggio pronto a schierarsi contro i potenti.

Oshii ridisegna, con il suo personalissimo stile, la favola di Cappuccetto Rosso, una favola universale dipinta in migliaia di stili diversi in ogni parte del mondo. Ma il morale 'amaro' che contraddistingue questo racconto viene portato allo spasimo in questo script, arrivando ad una lettura pessimistica e drammatica. Oshii è un fine descrittore di momenti, ricrea intensità narrativa crescente e scrive il tutto con un tocco di ermetismo classico dei suoi lavori; una narrazione che sembra prendere per mano lo spettatore e portarlo attraverso ogni meandro della storia fino alla scena finale. Ogni scena del copione sembra calcolata al centesimo di secondo, una guida (più una manna comunque) per il regista Okiura, già nelle ottiche dei lavori di Oshii, avendo lavorato a stretto contatto con lui in più di un occasione. La regia è comunque molto pulita, con numerose inquadrature fisse e pochi roll di camera per le maggiori scene. Le cose cambiano per le scene di azione, in cui si passa a riprese di tipo handycam, ottime sotto ogni punto di vista. Le animazioni sono fluidissime e il character design è molto più vicino alla realtà e alla fisionomia della popolazione giapponese, che al classico stile anime. I colori sono spettacolari e si mescolano egregiamente con gli splendidi fondali realizzati per il lungometraggio. Gli scorci della città e dei luoghi in cui si svolgono le scene sono stracolmi di dettagli, tanto che certe scene sembrano piuttosto foto trattate digitalmente.

Oshii si è impegnato a dare un anima e una fisicità di un'intensità impressionante ai personaggi principali in questo Jin-Roh che in ogni sua altra opera; sembra quasi di assistere ad un rotoscoping di attori in carne ed ossa. I disegnatori di una ventina di studi grafici (tra cui Studio Deen e AIC anime), capitanati e coordinati dai geni di Production I.G, hanno dato vita ad animazioni fotorealistiche eccezionali. Pochi ma presenti anche gli inserti di grafica digitale, intravisti in alcune scene di azione e in alcuni aiuti nei montaggi (e intercalazioni) più difficili. Ottimi i reparti di vehicle e weapon design. In particolare quest'ultimo, con uno studio attento delle armi e armature tedesche utilizzate nella seconda guerra mondiale (i cannoni utilizzati dagli agenti della DIME sono i tedeschi MG-42). Chiude la produzione il reparto sonoro, per cui va spera più di una considerazione. Per le musiche è stata utilizzata un'intera orchestra: la Cretch Filarmonic Orchestra, e i risultati si vedono; i temi scritti da Mizoguchi sono splendidi e ben servono a caratterizzare ogni atmosfera che intercorre nel lungometraggio. Per i brani non si può non menzionare il tema principale della pellicola: uno splendido brano scritto e cantato da Gabriela Robin che funge da colonna per le scene più importanti.

"Jin-Roh" è un capolavoro oltre ogni critica. Una notevole produzione che avrebbe meritato la proiezione nelle sale cinematografiche per far conoscere "l'arte dell'animazione" oltre allo stereotipo di commedia e prodotti per bambini classico del popolo occidentale. Il lungometraggio è stato presentato a numerosi festival ed ha vinto il premio speciale della giuria al Fantasport Film Festival nel 1999. La Yamato comunque crede ben poco a questo e relega un bel doppio DVD al popolo degli appassionati. Il doppiaggio commissionato dalla sopra citata ditta è di ottimi livelli, almeno per i personaggi principali che adombrano quelli secondari. La qualità del video e dell'audio è ottimo e sono rispettivamente nel classico formato 16:9 (letterbox) e in 5.1 DTS. Il secondo DVD della confezione contiene degli ottimi extra che molti appassionati vorrebbero un pò in tutte le opere, ovvero interviste agli autori e ai realizzatori e altri video per oltre 40 minuti di filmati extra.






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