RIDE YOUR WAVE

(Kimi to, nami ni noretara - 2019)
(lungometraggio d'animazione)

Regia di: Masaaki Yuasa
Sceneggiatura di: Reiko Yoshida

Prodotto da: Eunyoung Choi, Yuka Okayasu
Produzione: East Japan Marketing & Communications, Inc., Fuji Television Network, KDDI, Lawson Entertainment, Science SARU, Shogakukan, TOHO
Animazioni: Science SARU
Edizione Italiana: Dynit

USCITA ITALIANA: 8 LUGLIO 2020

Il fondatore degli studios Science SARU torna alla regia di un lungometraggio con una storia intima che vede protagonisti pochissimi personaggi e una passione su tutto: il mare.

Da pochi giorni nella nuova città, Hinako finalmente realizza il suo sogno di vivere sulla costa, per studiare e poter coltivare la sua grande passione per il mare e il surf in particolare. Qui, a causa di alcuni fuochi d'artificio illegali che provocano degli incendi nel suo palazzo, viene soccorsa dal giovane pompiere Minato, un ragazzo responsabile e con il forte senso della giustizia. I due iniziano a frequentarsi e alla fine si innamorano, diventando dipendenti l'uno dell'altro, soprattutto la ragazza. Un giorno però, a causa di un brutto incidente, i due vengono separati e da allora le loro vite cambieranno drasticamente. Il sentimento che li legava continuerà a vivere in strane forme e susciterà non poche preoccupazioni nei loro parenti ed amici.

L'autrice e sceneggiatrice Reiko Yoshida scrive una storia drammatica, profonda quanto commovente, a prima vista lineare ma che nasconde ben altri obiettivi, esplorando a fondo i due personaggi principali, mostrando la loro vita prima e dopo il loro incontro, le loro debolezze così come i loro sogni. Due anime semplici che riescono l'una a sconvolgere l'altra, alterando la propria quotidianità che viene poi ulteriormente sconvolta da una tragedia. La seconda parte del film invece si dedicherà al lungo processo di accettazione ed elaborazione del lutto. Una regia pulita e lineare sottolinea tutto il trasporto emotivo dei protagonisti durante le due principali parti della storia, tirando fuori un po' di estro con interessanti movimenti di camera nei momenti di maggiore azione, quelli dedicati alle scene sulla tavola da surf dei protagonisti, copie animate delle azioni dei maggiori esperti di questo sport replicate con molta maestria.

Una storia che può essere definita con i piedi per terra ma che presenta degli immancabili parti sovrannaturali, di fantasia, che si mescolano ed influiscono nella storia reale. L'elemento dell'acqua è poi un vero e proprio protagonista collaterale, presente in quasi tutti gli aspetti della storia e delle vite dei protagonisti.
I colori, molto vividi e dalle tonalità calde, accompagnano anche loro le storie dei protagonisti. Le tinte sono piatte e semplici e le animazioni sono molto fluide, con un tratto morbido. Il design invece presenta due principali caratteristiche, alternando delle forme più deformate a quelle classiche per i momenti d'azione.
Il ritmo imposto è molto calcolato, con una prima parte atta a presentare i protagonisti, vederne la loro crescita come coppia e poi elaborare il tutto dopo la tragedia, senza presentare dei cali e tenere alta l'attenzione dello spettatore.

Il risultato è un'opera molto ben concepita e bilanciata, in cui la storia si mescola abilmente con le animazioni, portando per mano lo spettatore dentro le vite dei protagonisti, come un'onda porta la tavola da surf tra i suoi flutti, facendogli provare le stesse emozioni.
Un film che, come molti altri anime, sottolinea come l'industria delle produzioni animate giapponesi sfrutti quest'arte per portare sullo schermo ogni tipo di storia, di qualunque argomento, come questo dramma dedicato ad un pubblico certamente adulto, a differenza delle produzioni occidentali, orientate per la quasi totalità alle commedia dedicate ad un pubblico molto giovane.




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