SINBAD - LA LEGGENDA DEI SETTE MARI
(Sinbad: Legend of the Seven Seas - 2003)
(lungometraggio d'animazione)

Regia di: Patrick Gilmore, Tim Johnson
Sceneggiatura di: John Logan

Prodotto da: Jeffrey Katzenberg, Mireille Soria
Produzione: Dreamworks
Realizzazione: Dreamworks Animation

Edizione Italiana: UIP

Nel 2003 la sezione animazione della Dreamworks sforna uno spettacolare lungometraggio animato che vede, in egual misura, la presenza di grafica a 3 dimensioni combinata con la classica Cell Animation. Alla regia di "Sinbad: La Leggenda dei Sette Mari" troviamo l'esordiente Patrick Gilmore (produttore di alcune pietre miliari come "Aladdin" (1993), "Il Re Leone" (1994), "Rocketeer" (1996), "Pocahontas" (1997)) e da Tim Johnson, regista di "Z, La Formica" (1998) e del prossimo "Over The Edge" in uscita nel 2006. Mentre per lo script si sono affidati all'abile penna di John Logan, autore di "Any Given Sunday" (1999), "Il Gladiatore" (2000) "The Time Machine" (2002), "Star Trek: La Nemesi" (2002), "L'Ultimo Samirai" (2003) e "The Aviator" (2004) tra i principali da lui scritti.

La storia racconta le vicende del giovane pirata Sinbad (che nella leggenda originale era originario di Baghdad e non della Grecia come in questa versione) alla ricerca dell'ultimo colpo per potersi ritirare a vita felice nelle splendide isole delle Fiji. L'ultimo bottino da recuperare è il famoso "libro della pace" che viene trasportato in direzione Siracusa da una sua vecchia conoscenza: l'inseparabile amico d'infanzia Proteo. Le sue strade ormai sono separate ma ancora legate dalla loro lunga amicizia. Questo fa si che il coraggioso Proteo ponga in pegno la sua vita per poter dare modo a Sinbad di potersi riscattare dell'ingiusta accusa di aver rubato il prezioso "libro della pace". Sinbad si troverà allora coinvolto in numerose avventure insieme al suo curioso staff di pirati e alla bella Marina, promessa sposa di Proteo, contro le minacce della pericolosa, quanto bella, dea Eris.

La qualità della realizzazione di questo lungometraggio è indiscutibile e si vede già dai nomi di testa tra regia e sceneggiatura. I due registi guidano abilmente le numerose scene di azione come se avessero una camera volante vera e propria e rimangono incollati alla parte principale dell'azione riuscendo a coinvolgere lo spettatore. La sceneggiatura poi rimane uno dei fiori all'occhiello dell'intera produzione. La storia è ben bilanciata, azione dai primissimi minuti e per tutta la durata dei 90 che compongono il lungometraggio ma anche momenti più tranquilli per meglio poter conoscere personalità e caratteristiche di ogni singolo personaggio. Ben congeniati i dialoghi che risultano quasi filosofici per le botte-e-risposte e mai banali. La storia scorre bene per tutta la durata del lungometraggio e non mancano riflessioni, inni all'amicizia e una gran quantità di battute particolarmente esilaranti. Per quel che riguarda la parte tecnica si assiste ad uno sfoggio di colori brillantissimi che ben illustrano le atmosfere in mare (la gran parte della scene) e quelle sulla terra ferma, come le illustrazioni della bella Siracusa. Il reparto dedicato all'animazione classica rimane nell'altissimo standard già mostrato ne "Il Principe d'Egitto" (1998) e in "La Strada per Eldorado" (2000). Ma la parte del leone la fà il reparto digitale con il massiccio utilizzo di modelli ed animazioni in 3D. Tutti i fondali (esclusi alcuni nel classico matt painting), palazzi, barche, isole, mare e le magiche creature della perfida Eris sono concepite interamente in CGI. Le animazioni sono molto fluide e i colori ben si amalgamano con le palette degli sprites in cell animation (qualche perplessità la suscita soltanto l'acquila dell'isola innevata). Il reparto degli effetti speciali ci sbalordisce con dei buoni effetti luce, ma il loro lavoro aumenta vertiginosamente nella parte finale della storia, all'arrivo della ciurma di Simbad nella parte in cui il "mondo finisce" e si aprono i cancelli della magica città in cui abita la dea Eris, e le scene ambientate proprio all'interno di questo magico mondo. Le musiche ben accompagnano e sorreggono i motivi delle scene con dei picchi orchestrali grandiosi e molto orecchiabili.

Come nei classici d'animazione anche questo "Sinbad: La Leggenda dei Sette Mari" va a pescare le voci dei personaggi tra i migliori attori di Hollywood. Troviamo dunque Brad Pitt nella parte di Sinbad (anche se era stato scelto Russel Crowe che ha poi disdetto per i numerosi impegni), Catherine Zeta-Jones in Marina, un' azzeccatissima Michelle Pfeiffer in Eris, Joseph Fiennes in Proteo ma anche l'italiano Adriano Giannini in Rat. La versione italiana vede invece il bravissimo Pino Insegno (voce di Aragorn ne "Il Signore degli Anelli") doppiare Sinbad e Claudia Gerini doppiare Marina. Tra i migliori personaggi del lungometraggio di certo spicca Spike, lo spassoso cane di Simbad, che è risultato già più popolare di Sinbad nelle sezioni di test, tanto da indurre i registi ad inserire ben sette nuove scene con protagonista Spike nella versione finale del film. Tra le curiosità possiamo ricordare che questo lungometraggio è in assoluto la prima produzione di Hollywood interamente concepita su sistema Linux, su 250 workstation HP in cui era montato la nota release "Red Hat". Le star Brad Pitt e Catherine Zeta-Jones non si sono mai incontrati nelle sessioni di doppiaggio fino alla prima mondiale. Il lungometraggio è uscito in Italia il 19 Dicembre del 2003 sempre a cura della UIP, distributrice in italia delle produzioni DreamWorks.







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