SUPER MARIO BROS - IL FILM

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(The Super Mario Bros. Movie - 2023)
(lungometraggio d'animazione)

Regia di: Aaron Horvath, Michael Jelenic, Pierre Leduc, Fabien Polack
Sceneggiatura di: Matthew Fogel

Prodotto da: Christopher Meledandri, Shigeru Miyamoto
Produzione: Universal Pictures, Nintendo, Illumination Ent.
Animazioni: Illumination Studios Paris
Edizione Italiana: Universal Pictures Italia

USCITA ITALIANA: 5 APRILE 2023

La Nintendo entra nel mondo delle grandi produzioni cinematografiche con il suo cavallo di battaglia, l'icona della casa di videogiochi nipponica per eccellenza: l'idraulico di origini italiane, in un film che è un grande omaggio ai loro fan, di qualunque età.

La storia inizia un quartiere della tentacolare città di New York. Qui due giovani fratelli idraulici cercano di farsi strada nel complicato mondo del lavoro cui neanche la loro famiglia crede fino in fondo. Ma il loro innato ottimismo li porterà ad imbarcarsi in avventure più grandi di loro, fino a scovare uno strano tubo verde nei meandri dei sotterranei della città. Questo lo porterà all'interno di un altro mondo, popolato da strane creature e sull'orlo di una guerra tra fazioni. Sarà la principessa del Regno dei Funghi a chiedere l'aiuto dello strano idraulico per cercare di contrastare i piani di conquista del malvagio Bowser.

Il primo vero e proprio passo della Nintendo ad Hollywood passa per l'impero Universal e il suo studio d'animazione di punta, Illumination, con a capo il suo direttore creativo, Chris Meledandri, persona che è stata prima invitata in Giappone e sondata a dovere dai grandi capi (e, infine nominato membro esterno del CDA) prima di dare il via libera al progetto e avere la certezza che i profitti fossero messi in secondo piano rispetto alle proprietà intellettuali della grande N, che questi fossero trattati con i guanti tenendo in seria considerazione tutte le generazioni che hanno amato questi personaggi e quelle che lo faranno in futuro. Considerazioni che hanno imposto scelte importanti, magari incapaci di accontentare proprio tutti, ma cercando di rispettare i desideri impliciti degli spettatori.

Visto che ci troviamo davanti al primo film della saga, mettendo da parte l'esperimento con attori in carne ed ossa degli anni '90, gli autori hanno ben pensato di partire dalle origini dei protagonisti, creando un contesto credibile ai due fratelli, nel momento esatto in cui la loro storia inizia e in cui devono ancora scoprire il loro potenziale. Ma gli autori pongono le stesse "cure" anche ad altri personaggi maschili, da Donkey Kong a Bowser, ognuno con i suoi problemi e insicurezze, mentre l'unico personaggio femminile, la principessa Peach, ne esce decisamente meglio, determinata, sicura di sé e molto forte, sia fisicamente che psicologicamente. Elementi che ribaltano dei classici stereotipi e non solo.

Oltre queste considerazioni e la linearità che la storia non nasconde, tutto il progetto è un grande ed unico regalo ai fan. Ogni momento e ogni scena è intrisa di omaggi e riferimenti a qualunque produzione videoludica con protagonista uno qualsiasi dei personaggi della saga. Riferimenti non solo visuali ma che toccano anche i suoni e le musiche, grazie al coinvolgimento di Koji Kondo, storico e geniale compositore al lavoro su numerosi videogiochi Nintendo. Una descrizione che potrebbe sembrare una forzatura ma che invece non presenta pieghe di sorta: la presenza di ogni elemento è ben calcolato ed esalta ogni personaggio. L'attenzione dello spettatore è tenuta sempre incollata allo schermo grazie ad un ritmo serrato per tutta la durata, ben calibrata di un ora e mezza, senza cali di sorta. Un continuo crescendo capace di conquistare spettatori di ogni età.

Ma il film porta anche molte firme europee, visto che gli studios che l'hanno realizzato sono gli Illumination Studios Paris, ex Mac Guff (acquisiti da Universal nel 2011) che dimostrano un notevole salto avanti nella qualità rispetto ai precedenti lungometraggi degli studios, con la gestione dei fluidi, degli effetti speciali e particellari molto d'impatto. I registi omaggiano anche a loro volta il mondo dei videogiochi, partendo da quelli bidimensionali (platform) degli anni '80, con scene che sembrano prese per intero da questi ultimi. La scelta poi di non lasciare quasi mai ferma la camera tiene viva l'attenzione dello spettatore.

C'è molto margine di miglioramento per le future storie, ma il primo passo sembra molto ben calibrato, atto ad introdurre le nuove generazioni a questo mondo e far uscire qualche lacrimuccia ai fan di vecchia data.





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