TOKYO GODFATHERS
(Tòkyò Goddofàzàzu - 2003)
(lungometraggio d'animazione)

Regia di: Satoshi Kon
Storia di: Satoshi Kon
Sceneggiatura di: Keiko Nobumoto

Produttore: Masao Maruyam
Realizzazione: Mad House
Distribuzione: Metacinema, Columbia TriStar

USCITA ITALIANA: 4 Febbraio 2005

Nel 2005 avremo anche in Italia, finalmente, l'ultima fatica del regista Satoshi Kon, che, dopo aver lavorato con maestri del calibro di Katsuhiro Otomo, esordì alla regia nel 1998 con il bellissimo "Perfect Blue" e che si è ripresentato poi nel 2001 sempre alla regia di un'altra bella storia, sempre con protagonista una giovane attrice, "Millennium Actress", ancora inedito in Italia. Le animazioni sono a cura del noto studio Mad House che ormai non ha bisogno di presentazioni alcune e cui firma garantisce prestigio ad ogni lungometraggio o serie animata realizzata dallo studio.

La storia narra le vicende di tre senza tetto di Tokyo: Gin, Hana e Kiyuki; tre differenti individui di differente età e con tre diverse storie alle spalle. Gin si ritrova in questa precaria condizione di vita grazie agli errori commessi in passato, errori che cerca di dimenticare e non commettere di nuovo. Hana è un improbabile travestito che al momento del bisogno tira fuori un grande istinto matero. Infine Kiyuki è una giovane ragazza cui problemi con la famiglia l'hanno portata a scappare di casa. Ecco dunque l'improbabile trio alle prese con la realtà giornaliera dei senza tetto, routine che viene spezzata proprio nel periodo natalizio con l'arrivo di una bambina appena nata, trovata abbandonata in un cassonetto dei rifiuti. I tre si troveranno uniti nella ricerca dei genitori della giovane in fasce battezzata Kiyoko da Hana, nella speranza di far passare un buon natale alla piccola. Ma durante la ricerca dovranno vedersela con le difficoltà che la strada nasconde: furfanti, malavitosi della yakuza e indifferenza generale.
Un dolce dramma a cui si mescolano momenti esilaranti per un film che non vuole puntare pesantemente il dito su morale alcuna, ma, più che altro, verso i buoni sentimenti.

Satoshi Kon dirige abilmente una bella storia da lui stesso scritta, di cui è bravo nel definire bene i personaggi al suo interno e la loro psicologia. Le precedenti regie, principalmente Perfect Blue, sono ben servite per calibrare momenti e inquadrature, avendo, proprio nel caso del primo film, a che fare con una stesura proveniente da un libro vero e proprio. Il regista ha la genialità di leggere il film come se fosse uno spettatore, cercando di ovviare ai momenti in cui l'attenzione può calare, per tenere sempre gli spettatori incollati alle sue storie. Per le animazioni non c'è niente da dire, lo studio Mad House firma un altro ottimo lavoro, mirando bene nel descrivere le scene più toccanti con animazioni fluide e disegni puliti per sfociare quasi in caricature nei momenti più esilaranti. Per i colori si è fatto fede alla storia e alle ambientazioni, al periodo natalizio dunque e agli esterni su strade e vicoli, quasi sempre in notturna o in presenza di poca luminosità. Molto dettagliati i fondali, cui cura si intravede fin nelle prime scene. Ultima menzione per le musiche, con numerosi archi e violini degni di nota, sempre di sottofondo e mai banali (come nelle altre opere di Kon).

In definitiva non posso che consigliare questo straordinario lungometraggio, concepito e diretto in maniera semplicemente straordinaria. I personaggi sono ben caratterizzati e i fondali sono da infarto secco tanto sono dettagliati. E' un bene trovare nella stessa persona concezione, regia e anche character design, cosa che porta la pellicola su livelli che pochi film (quelli di Satoshi, per esempio) portano. E' pur vero che le storie e l'animazione 'atipica' di Kon sono rivolti più all'occhio occidentale che ai classici canoni orientali. Le vicende personali si fondono insieme e si amplificano stranamente tutti in pochissimi giorni, tra natale e capodanno, con delle risoluzioni tutte personali ma che possono risultare fin troppo ottimistiche (troppe coincidenze) fino a sfociale in uno spettacolare finale. Sicuramente un film da vedere, far vedere e rivedere. Sublime sotto tantissimi aspetti.

In Tokyo Godfather sono stati ripresi in ogni momento i canoni natalizi utilizzando spesso i numeri 12 e 25 (propri del natale): il numero della chiave, le indicazioni sul taxi, la licenza del tassista o l'indirizzo sul giornale per citarne alcuni.
Altra citazione riguarda l'inizio del film, quando la camera passa davanti alla fermata dell'autobus, sullo sfondo si possono notare i poster dei due precedenti lavori del regista Satoshi Kon, ovvero Perfect Blue (1998) e Millennium Acress (2001).
Il film in Giappone è uscito nel Novembre 2003. In USA la pellicola ha avuto un a limitata uscita nei cinema nel Gennaio 2004 e poi è passata in rassegna a vari festival, tra cui: il Big Apple Anime Fest e il San Diego Asian Film Festival prima di approdare in DVD (per la Sony Pictures).
In europa ha girato il Night Visions Film Festival (Finlandia), NatFilm Festival (Danimarca), Amsterdam Fantastic Film Festival (Olanda), Lyon Asiexpo Film Festival (Francia) e ha vinto il Mainichi Film Concours nel 2003 per il miglior film animato.

In Italia i diritti sono stati acquistati da Metacinema che lo ha portato nei cinema con la collaborazione della Columbia TriStar, per il pubblico italiano sugli schermi dal 21 Gennaio 2005 e in seguito in una buona edizione DVD ma senza degni extra di nota.






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