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(2023)
(lungometraggio d'animazione)

Regia di: Robert Marianetti, Robert Smigel, David Wachtenheim
Sceneggiatura di: Robert Smigel, Adam Sandler, Paul Sado

Prodotto da: Adam Sandler, Mireille Soria
Produzione: Netflix, Happy Madison Productions, Animal Logic, Screen NSW
Animazioni: Animal Logic
Edizione Italiana: Netflix

USCITA ITALIANA: 21 NOVEMBRE 2023

La nuova storia concepita e prodotta dall'attore Adam Sandler per Netflix è una commedia animata per tutta la famiglia che, probabilmente, riflette il suo stato attuale, quell'età che si sente pesare sulle spalle mentre ha ancora molto da dare alle giovani generazioni che chiedono consigli ad un veterano come lui.

Il titolo del film presenta il protagonista assoluto di questa storia, una lucertola che ha vissuto tutta la sua vita in una teca all'interno della quinta classe delle elementari insieme ad un amico, una tartaruga della stessa età. Arrivata alla veneranda età di 74 anni, durante una riunione ascolta un genitore che ricorda che la loro specie vive fino a 75 anni e, dunque, tutto ad un tratto, si ritrova con l'unica prospettiva di un solo anno di vita. Decide allora di voler fuggire da quella gabbia mostrandosi più aperto verso i piccoli studenti nella speranza di farsi portare a casa con loro. Qui però si ritroverà ad ascoltare i loro problemi e, grazie alla sua lunga esperienza, consigliarli arrivando anche confessare loro che è in grado di parlare e comprendere la loro lingua. Un vortice di avventure coinvolgerà rettili e umani tra emozioni e sentimenti di ogni tipo.

La storia, scritta, prodotta ed interpretata da Sandler insieme al suo amico Robert Smigel, è fondamentalmente una commedia musicale con un buon mix di comicità e buoni sentimenti. Non è presente una vera e propria figura cattiva ma un protagonista attorniato da una lunga platea di comprimari tra amici, studenti ed insegnanti. Una storia rivolta sia al protagonista, alle sue paure, al suo futuro, che ai giovani studenti che si ritrovano in uno dei momenti cruciali della loro crescita: l'ultimo anno delle elementari. Due tasselli che, anche se apparentemente lontani, si ritrovano invece ad essere perfettamente incastrati, con la possibilità di potersi aiutare a vicenda. Una storia che, probabilmente, ha anche degli elementi autobiografici dello stesso autore inseriti all'interno.

Iniziando subito con una narrazione mista a brani come nella più classica tradizione dei musical, in cui tutti i protagonisti cantano i propri pensieri, il film è diviso principalmente in due parti, con una prima in cui vengono descritti i personaggi e le loro personalità e una seconda più avventurosa che porta la storia fuori dall'aula scolastica. Con alcune battute spesso più indirizzate ad un pubblico adulto, tipiche dell'umorismo di Sandler, alcune scene più mimiche con il protagonista alle prese con la tecnologia di casa, e delle chicche come la rappresentazione dei bambini dell'asilo o della vita degli animali selvatici, il film alterna sapientemente i toni cercando di sdrammatizzare degli argomenti anche importanti: quelle paure o drammi che i giovani comprimari affrontano durante la crescita. A dare loro un paracadute è il protagonista, con la sua lunga esperienza maturata proprio nel veder passare davanti al vetro della su teca un grande numero di ragazzini con gli stessi problemi.

Le animazioni del lungometraggio sono prodotte dagli studios australiani di Animal Logic, da poco acquistati proprio da Netflix, con la saggia produzione di Mireille Soria, veterana con oltre un ventennio di lungometraggi d'animazione alle spalle (presso DreamWorks Animation, da Spirit alla saga di Madagascar). Lo stile adottato è molto semplice, con un design dalle linee morbide, rotonde, ma non deformate e con gli animali non antropomorfizzati. Un buon compromesso tra qualità e budget che non mostra sperimentazione alcuna, non potendo contare sugli incassi dei botteghini che, di solito, lasciano osare qualcosa in più portando budget più alti.

Diretto ad un'ampia platea di pubblico, dai più giovani agli adulti, il film si lascia guardare piacevolmente e diverte con le sue chicche disseminate qua e la, insieme a qualche omaggio come quello al kaiju per eccellenza: Godzilla. Le parti cantate allietano un po quei momenti più descrittivi che avrebbero abbassato il ritmo, ma la loro quantità alla fine potrebbe risultare eccessiva.




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