THE NIGHTMARE BEFORE CHRISTMAS
(The Nightmare Before Christmas - 1993)
(lungometraggio d'animazione)

Regia di: Henry Selick
Sceneggiatura di: Caroline Thompson
Storia di: Tim Burton

Prodotto da: Tim Burton, Denise Di Novi
Produzione: Skellington Productions Inc, Touchstone Pictures
Realizzato da: Skellington, Walt Disney

Distribuito da: Buena Vista

E' di solito la fervida immaginazione del regista Tim Burton a precedere la sua fama a Hollywood. E molto è da ricercarsi anche nelle storie che la sua mente partorisce. All'inizio degli anni 90 questo lo conduce fino alle porte della Disney, con un progetto "non proprio Disney style": portare sullo schermo la storia del re delle zucche di halloween annoiato dalla sua stessa festa. La Disney intravede le potenzialità, da la disponibilità del suo studio, ma gira la produzione alla succursale Touchstone. E così sfruttando le potenzialità dell'animazione in stop-motion nasce "l'incubo che precede il natale".

La storia inizia con i colori tetri e scuri della notte di halloween, proprio nella terra in cui questa celebrazione è tradizione. In cui gli abitanti, passato il giorno dei festeggiamenti, si preparano di già all'arrivo del prossimo halloween. In questa terra popolata da mostri, vampiri, streghe e zombi vari il capo dei festeggiamenti è Jack Skellington: l'essere filiforme con una zucca come testa. Ma Jack, dopo tanti anni, comincia a essere stanco della routine di ogni anno, fino alla sera in cui la sua malinconia lo porta a scoprire un luogo magico, al centro di un bosco. Quì si trovano le porte che conducono ai mondi di altre note festività. La sua curiosità lo porta così nella terra del natale, all'interno di un mondo fatto di colori, sorrisi, regali e bianca e candida neve. Gli occhi di Jack si illuminano (anche se non ne ha) e in mente cominciano a venirgli strane idee che stravolgeranno sia il suo mondo che quello appena conosciuto.

"The Nightmare Before Christmas", anche se diretto da Henry Selick è una storia e una produzione targata Tim Burton. Suo il soggetto principale anche se poi magistralmente adattato per lo schermo da Caroline Thompson. La pellicola è realizzata con la storica tecnica dell'animazione in stop-motion, ovvero con la realizzazione di personaggi e scenografie utilizzando plastilina, fil di ferro, tessuti per i vestivi, legno e altri materiali affini per poi fotografare ogni singolo frame apportando le varie modifiche all'azione. Visto che occorrono 24 fotogrammi per creare un secondo di animazione è spiegabile perchè i 14 animatori della troupe, impiegati in un massimo di 20 scene simultaneamente, producevano solo 17 secondi circa a testa di animazione complessiva alla settimana.

Il risultato finale è comunque stupefacente. Le animazioni sono molto fluide e i continui movimenti di camera creano coinvolgimento delle azioni. La fotografia è grandiosa, nonostante i colori bui e le atmosfere quasi monocromatiche della città di halloween, fino all'esplosione di colore delle scene della città del natale. Ma il lavoro più arduo è stato certamente fatto per la caratterizzazione dei personaggi, nonostante questi siano creati utilizzando plastilina. Jack e Sally sono i personaggi principali. Loro hanno goduto di particolari attenzioni, basta pensare alle oltre 110 teste create per le espressioni facciali di Sally e alle oltre 400 di quelle di Jack.

Ma si tratta pur sempre di un lungometraggio-musical che ha fatto uso notevole di momenti cantati. Alla creazione delle musiche troviamo uno dei collaboratori fissi di Burton: il compositore Danny Elfman. E per la prima volta troviamo lui stesso a prestare la voce al personaggio principale, Jack Skellington, visto che passa più tempo a cantare che parlare. Le musiche, manco a dirlo, creano più che atmosfera; raccontano passo passo ogni momento della storia. E grande lavoro è stato svolto dallo studio italiano incaricato al doppiaggio, visto l'adattamento oltre ai dialoghi, dei testi delle musiche in maniera egregia. Se poi aggiungiamo che Jack nella versione italiana porta la voce di Renato Zero, questo non fa che migliorare ogni giudizio sulla pellicola.

Ritornando alla produzione, questa ha programmato e ponderato ogni singolo passo per cercare di risparmiare tempo e sforzi. Già a partire dall'inizio è stato realizzato uno storyboard molto dettagliato con animazioni sotto forma di schizzi molto approssimativi. Così una volta ultimata ogni singola scena in stop-motion è stata sostituita nello storyboard fino al completamento dell'intero lungometraggio. Sono state utilizzate particolari camere in grado di registrare su pellicola a tempi molto rallentati (in "motion control") e con movimenti persino calcolati con un computer. Questo per le scene in cui erano previsti degli slide o qualsiasi altro movimento di camera. Quest'ultima infatti, piazzata su binari e stata pilotata meccanicamente da un pc che ne decideva la velocità di scorrimento.

Grande lavoro è stato fatto dagli animatori messi a disposizione della Disney, che hanno realizzato quelle animazione che in stop-motion sono molto difficoltose, se non impossibili, da realizzare. Troviamo dunque le animazioni delle ombre o anche altri piccoli effetti come il fuoco, correzioni delle luci, ect. Molto lavoro è stato fatto in post produzione, non solo per gli effetti sonori o la scelta delle inquadrature migliori di ogni scena, ma anche per le sovrimpressioni (Zero, il cane di Jack per esempio) e gli effetti digitali. Ecco perchè tutto, dallo storyboard al montaggio ultimo, ha contribuito alla riuscita del progetto.

Da ricordare che la figura di Jack ha fatto al sua prima apparizione nel film "Beetle Juice" (1988), mentre il gatto che apre "The Nightmare Before Christmas" è un omaggio al primo film di Tim Burton, "Vincent" (1982). Mentre due regali che Jack consegna nel suo pseudo-ruolo di babbo natale sono presi direttamente da "Batman Returns", sempre diretto da Tim Burton, ovvero l'anatra con le ruote - l'auto di Penguin, e il gatto maligno - la mascotte della multinazionale Shreck.
Anche se il film è facilmente associabile alle produzioni Disney esce con il marchio Touchstone, come prima ricordato, succursale della casa del topo più famoso del mondo, ma nel trailer di annuncio del film, questo veniva presentato come una produzione Disney. Infatti il cambiamento di rotta è stato fatto a produzione iniziata, e il progetto alla fine è arrivato nelle mani della Touchstone.
Il lungometraggio, realizzato con un budget di appena 18 milioni di dollari, ha incassato oltre 50 milioni di dollari solo in patria. Ha vinto il "Saturn Award" come miglior film fantasy e migliori musiche, un "Annie Award" all'art director e uno al regista, e una nomination all'Oscar nel 1994 come migliori effetti visuali.
Il film è uscito in patria, manco a dirlo, proprio nel periodo della festa di halloween, mentre in Italia è arrivato nelle sale oltre un anno dopo.



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