IL GRINCH
(The Grinch - 2018)
(lungometraggio d'animazione)

Regia di: Yarrow Cheney, Scott Mosier
Scritto da: Michael LeSieur, Tommy Swerdlow
Storia originale di: Dr. Seuss

Prodotto da: Janet Healy, Christopher Meledandri
Produzione: Universal Pictures, Illumination Entertainment, Universal Animation Studios, Dr. Seuss Enterprises
Animazioni: Illumination Mac Guff
Edizione Italiana: Universal Pictures

USCITA ITALIANA: 29 NOVEMBRE 2018

I giovani studios d'animazione di proprietà Universal Pictures si rituffano nel colorato quanto unico mondo nato dalla mente del Dr. Seuss per raccontare una delle sue storie più conosciute, legate al periodo di feste che chiude l'anno.

Il protagonista della storia è un essere ricoperto di peluria verde che vive in solitudine all'interno di una montagna lontano da qualunque altro essere umano. La particolarità del protagonista è quella di odiare il periodo delle festività natalizie, periodo che invece la piccola cittadina vicino alla sua montagna, chiamata Chi Sarà, adora tanto da prolungare i festeggiamenti per tutto il mese di dicembre. Questo entusiasmo disturba il Grinch che è portato ad odiare ogni persona e decorazione a causa dei trascorsi della sua infanzia. Un odio che aumenta fino a trasformarsi nell'idea di rubare il natale, regali e decorazioni incluse, a tutti gli altri. Ma spesso anche i piani più strampalati hanno delle svolte inaspettate.

Gli studios d'animazione americani (anche se le animazioni in questo caso sono tutte europee) cercano di rappresentare al meglio questa storia con colore e calore principalmente per il pubblico a cui è diretto, ovvero molto giovane. Scelte che si riflettono pesantemente anche sulla storia e sulle vicende del protagonista. Raccolta l'eredità del Dr. Seuss, la scrittura infatti cerca di essere quanto più buonista possibile, lasciando in disparte quella cattiveria mascherata da goliardia del protagonista che tutto il mondo ha imparato a conoscere con il film dal vivo di Ron Howard del 2000 con protagonista Jim Carrey. Scelte effettuate tenendo ovviamente conto degli spettatori ma che non convincono fino in fondo.

Il Grinch dunque appare un po appannato, non convinto completamente delle sue scelte e soggetto a molti ripensamenti. Un essere spaesato dal suo passato che poco giustifica le parole originali del suo autore, quel "cuore di due taglio in meno" che lo porta ad odiare il natale. Stravolta la storia e rivisti anche i ruoli dei suoi compaesani, molto meno partecipi in tutta la vicenda, inclusa la piccola protagonista Cindy-Lou, e quello del piccolo aiutante, il cagnolino Max, il protagonista sembra un lontano cuginodi Gru di "Cattivissimo Me" mai cattivo fino in fondo e amante della tecnologia, con il suo cagnolino-aiutante immaginato come un Minions. Sterili e poco presenti anche gli stessi intermezzi narrativi in rima tanto cari all'autore, che in altre opere allietavano con più frequenza.

Un connubio di elementi che, alla fine, poco si confanno alla storia originale, salvata solo dall'aspetto visivo dell'opera. Quest'ultimo è proprio l'elemento che salta all'occhio e salva il salvabile. Animazioni perfette e molto colorate, effetti speciali di alto livello e un design generale molto tondeggiante e accattivante che conquista subito i giovani spettatori a cui l'opera è principalmente diretta. Ma design ormai riciclato che poche novità porta rispetto a tutte le opere precedenti degli studios. Scelte del produttore per abbassare i costi e massimizzare gli introiti che prima o poi porterà ad un calo della qualità, come la storia di questo lungometraggio evidenzia.
Ultima nota per la scelta del doppiatore italiano del protagonista: Alessandro Gassmann sembra poco adatto al ruolo, con una voce molto matura e poco adatta al fisico e alle azioni del Grinch, cui si immaginano maggiori variazioni di tono.




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