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LA TARTARUGA ROSSA
(La Tortue Rouge - 2016)
(lungometraggio d'animazione)

Regia di: Michael Dudok de Wit
Storia di: Michael Dudok de Wit
Sceneggiatura di: Michael Dudok de Wit, Pascale Ferran

Prodotto da: Pascal Caucheteux, Vincent Maraval, Grégoire Sorlat, Toshio Suzuki, Isao Takahata
Produzione: Prima Linea Productions, Why Not Productions, Wild Bunch, Studio Ghibli, CN4 Productions, Arte France Cinéma, Belvision
Animazioni: Prima Linea Productions
Edizione Italiana: BIM Distribuzione

USCITA ITALIANA: 27 MARZO 2017

Il regista olandese Michael Dudok de Wit porta nei cinema italiani il suo primo lungometraggio d'animazione, opera realizzata sotto l'egidia di due maestri dello Studio Ghibli come Isao Takahata e Toshio Suzuki, co-fondatore e regista degli studios giapponesi il primo e storico produttore il secondo.

La storia scelta per la sua prima e lunga opera è molto particolare, molto intimista, con pochissimi personaggi e un solo ambiente: un isola solitaria in mezzo all'oceano. Disperso in una tempesta, in balia delle acque, un naufrago si risveglia su una piccola spiaggia. Un giro per i dintorni darà il modo all'uomo di capire che la piccola isola su cui si trova è disabitata e lontano da ogni forma di civilizzazione. Tutt'altro che affranto, realizza subito una zattera con i tronghi della folta vegetazione del centro dell'isola e si avvia per lasciare quel luogo. Ma il viaggio in mare sarà interrotto da qualcosa nelle acque poco distanti l'isola. Un incidente e un incontro che cambierà per sempre la sua intera esistenza.

Di tutta la storia a colpire è senz'altro la totale assenza di dialoghi. Una scelta impegnativa che complica il lavoro degli animatori, impegnati più che mai ad esprimere emozioni ed azioni con i loro gesti, le espressioni di corpo e viso e il minimo uso della voce con grida di richiamo e poco altro. Una scelta che pone in primo piano dunque le immagini e le musiche di sottofondo, così da tenere salda l'attenzione degli spettatori sugli eventi del protagonista e la sua solitaria esistenza interrotta dalla presenza di una tartaruga dal carapace rosso; un animale che per l'uomo diventerà qualcosa di molto più importante. Un racconto lungo un ampio arco di anni. Un cerchio completo illustrato come le stagioni dell'anno, intervallate da momenti di gioia e anche avversità.

Il regista premio Oscar con il cortometraggio "Father and Daughter", coordinato dall'esperienza dello Studio Ghibli, crea un'opera semplice quanto elegante, universale nel suo modo di rivolgersi allo spettatore. Una metafora lunga un intera esistenza in cui uomo e natura si incontrano e si scontrano. Una vista a tratti documentaristica, scandita dalle splendide animazioni realizzate con il più classico stile di disegno a mano libera misto ad elementi in computer grafica splendidamente inglobate nello stile generale, con sfondi con colori ad intervalli cupi, quasi monocolore, ed altri solari. Un perfetto incontro tra stili d'animazione occidentali ed orientali.

Un racconto diviso a compartimenti stagni legati a precisi momenti temporali poi fusi insieme, ma il cui passaggio tra l'uno e l'altro sembra quasi impercettibile. Un progetto che potremmo indicare come sperimentale, con una narrazione a tratti lenta ma mai banale, che per alcuni aspetti può sembrare piatta, soltanto perchè legata ad un unico contesto lungo tutto il suo svolgere. Sicuramente una ventata d'aria fresca sul panorama cinematografico che mostra tutta la passione e la potenza narrativa del regista europeo. Un accostamento difficile da immaginare per i fans dello studio d'animazione giapponese, ma la cui lettura è più che altro una differente visione per destare in chi osserva meraviglia e desiderio.






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